L’idea non è quella di realizzare un semplice acquario fatto di vasche e percorsi espositivi, ma un contenitore moderno capace di unire ricerca scientifica, divulgazione ambientale, servizi culturali e riqualificazione del waterfront. È questa la direzione intrapresa dal Comune di Vibo Valentia per l’area ex Basalti e Bitumi, uno dei luoghi simbolo del degrado industriale del porto di Vibo Marina. Il progetto, già finanziato con circa 7 milioni e 900 mila euro, si trova attualmente nella fase preliminare dello studio di fattibilità. Nei prossimi mesi dovrebbe essere avviata la procedura per la progettazione attraverso un bando europeo, considerato l’importo previsto dall’appalto.
A seguire l’indirizzo del documento per la progettazione, insieme agli uffici comunali di Palazzo Luigi Razza, è il delegato al Porto Silvio Pisani, che in queste settimane sta lavorando alla definizione del nuovo assetto dell’area.
Non un “Acquario di Genova”, ma un polo sul mare
L’impostazione immaginata dall’amministrazione si discosta dall’idea tradizionale di acquario turistico. Le vasche dedicate alle specie marine mediterranee saranno presenti, ma avranno una funzione complementare rispetto al cuore del progetto. L’obiettivo è creare un centro dedicato alla tutela ambientale e allo studio dell’ecosistema marino, con spazi destinati alla ricerca scientifica, al recupero della flora e della fauna marina e alla divulgazione.
Prevista anche una sala congressi multifunzionale, pensata per ospitare eventi, incontri e iniziative culturali in una zona che oggi non dispone di strutture pubbliche di questo tipo. Accanto agli spazi scientifici sorgeranno inoltre un’area ristoro e una zona merchandising, sul modello delle grandi strutture museali e acquari internazionali. L’acquario dovrebbe svilupparsi su due livelli, per una superficie complessiva di circa 6 mila metri quadrati, all’interno di un’area totale che supera i 15 mila metri quadrati.
Più verde, parcheggi spostati e spazi sportivi all’aperto
Il progetto preliminare è stato già modificato rispetto alle prime ipotesi. Una parte significativa dell’area sarà infatti destinata a verde pubblico e attività ricreative. L’idea dell’amministrazione è quella di alleggerire il peso urbanistico dell’intervento, spostando i parcheggi sul lato opposto rispetto all’attuale collocazione e recuperando uno degli edifici esistenti per ospitare biglietteria e uffici amministrativi, evitando così di sottrarre ulteriori spazi alla struttura principale.
Attorno all’acquario nasceranno aree sportive all’aperto con campi liberi per basket, volley e beach volley, una pista dedicata agli skate sul modello dei playground californiani e un’area picnic immersa nel verde. Una scelta che punta a trasformare l’intera zona in un punto di aggregazione permanente e non soltanto in una struttura da visitare occasionalmente.
Il nodo della bonifica e la messa in sicurezza dell’area
Resta centrale il tema ambientale. L’area ex Basalti e Bitumi è stata per anni al centro di discussioni legate all’inquinamento industriale e alla mancata bonifica. Secondo quanto emerso dai primi tavoli tecnici riattivati dal Comune dopo anni di stallo, i parametri rilevati oggi sarebbero compatibili con una messa in sicurezza del sito piuttosto che con una bonifica integrale, ipotesi che avrebbe comportato tempi molto più lunghi. Ai tavoli hanno partecipato Arpacal, Autorità di Sistema Portuale, Capitaneria di Porto, Provincia, Regione e tecnici comunali. La fase successiva sarà quella della conferenza dei servizi, necessaria per definire il percorso tecnico e amministrativo definitivo.
Parallelamente dovrà concretizzarsi il trasferimento dell’area al Comune, passaggio considerato preliminare rispetto alla progettazione esecutiva.
Dal museo agroalimentare all’acquario: la scelta della nuova amministrazione
Il progetto nasce anche da una precisa scelta politica. La precedente ipotesi prevedeva infatti la realizzazione di un museo agroalimentare nell’area dei vecchi silos industriali. L’attuale amministrazione ha invece deciso di cambiare completamente indirizzo, puntando su una struttura legata al mare e alla vocazione portuale di Vibo Marina.
Una visione che punta a trasformare una delle ferite urbane più evidenti della costa vibonese in un nuovo polo di attrazione pubblica, culturale e turistica, con l’ambizione di restituire finalmente alla città uno spazio rimasto per anni sospeso tra abbandono, degrado e incompiutezza.



