Doveva essere una tranquilla comunità familiare, ma dietro la porta di un appartamento in un condominio si nascondeva una vera e propria casa di riposo risultata abusiva, priva delle necessarie autorizzazioni sanitarie e gestita in violazione delle norme di sicurezza.
Il controllo, scaturito da diverse segnalazioni dei cittadini, ha visto impegnata la Polizia Locale di Vibo Valentia. All’interno dell’immobile gli agenti hanno trovato una situazione ben diversa da quella dichiarata: presenti nove anziani al momento dell’ispezione, ai quali si aggiungevano altri due temporaneamente ricoverati in ospedale, per un totale di undici ospiti. Un numero che supera di gran lunga il limite massimo di sei previsto dalla Legge Regionale n. 18/2022 per le comunità di tipo familiare.
Farmaci scaduti
Lo scenario è apparso subito allarmante. In una credenza del soggiorno, accessibile a chiunque, erano conservati farmaci di vario tipo, dagli antidolorifici agli psicofarmaci. Molti risultavano scaduti da anni, in alcuni casi addirittura dal 2020, con evidenti rischi per la salute degli anziani. Ancora più grave la gestione delle terapie: la somministrazione di medicinali non era affidata a personale sanitario qualificato, ma a dipendenti addetti alle pulizie e alla cucina, in possesso delle chiavi dei farmaci senza alcun titolo professionale. Ai controlli hanno partecipato anche gli ispettori dell’Asp (Servizio Igiene e SIAN) e gli assistenti sociali del Comune. Le verifiche si sono estese alla dispensa, dove sono stati sequestrati numerosi alimenti conservati in un congelatore nel corridoio, privi di tracciabilità e spesso già scaduti.
Reati ipotizzati
Le ipotesi di reato spaziano dall’esercizio abusivo della professione sanitaria alla detenzione di medicinali guasti, fino alla falsità ideologica per aver dichiarato requisiti non veritieri al Comune per l’avvio dell’attività. L’Asp ha già provveduto a isolare e sigillare i farmaci ritenuti pericolosi, mentre i Servizi Sociali hanno avviato le procedure per monitorare le condizioni degli anziani e imposto all’amministratore l’adeguamento della struttura alle disposizioni della normativa regionale. L’operazione rappresenta un passo significativo nel contrasto all’abusivismo nel settore dell’assistenza ai soggetti fragili, un fenomeno che, per massimizzare i profitti, mette seriamente a rischio la vita degli anziani.


