Pizzaiolo calabrese campione mondiale: vivo di passione, mai lavorato un solo giorno

Luigi Zampina, più volte campione del mondo per la pizza in diverse specialità, ha incontrato gli studenti vibonesi

Quel centinaio di studenti non stava proprio nella pelle, pendendo dalle parole fortemente evocative pronunciate nella sala. Con il corredo delle immagini sullo schermo, poi, la “frittata” – anzi, la pizza… – era fatta: acquolina in bocca e salivazione incontrollabile, quasi si fosse a tavola.

‘Io non mi ripOso: condivisioni di esperienze’ è il progetto motivazionale che onorevolmente l’Iis Gagliardi-De Filippis-Prestia sta portando avanti a beneficio delle e dei ragazzi che hanno scelto detto istituto professionale. A essere convocate, personalità dal respiro internazionale e del calibro di Luigi Zampina, richiestissimo ospite di lunedì 9 dicembre presso l’aula seminari dell’Ipseoa Gagliardi, invitato come negli altri casi dal professor Gianfranco Tavella, promotore di queste iniziative.

L’apertura dell’evento si è avuta con la proiezione di un filmato sulla carriera dell’eccellenza catanzarese, presente con la moglie Mariarosa Fontana, anch’ella premiata ad abundantiam in più contesti di livello globale. Il titolare di Mordì Pizzeria Rosticceria, maestro pizzaiolo che tiene lezioni in Italia e all’estero, ha subito rotto il ghiaccio elogiando la stimolante esperienza di crescita maturata con la partecipazione al talent show Master Pizza Champion, trasmissione televisiva che sta riportando la complessa arte bianca della pizza – patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco – sul piccolo schermo.

Natalia Sapone, agronoma che insegna nell’indirizzo dei ‘Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale’, ha incalzato gli interventi del giovane relatore, cercando di inseguire la sua vivace prorompenza per incanalarla in un dialogo diretto con le classi accomodate. A 36 anni Luigi si ritrova a operare con successo nel settore agroalimentare, da lui sognato sin dai tempi delle estemporanee stagioni estive occupate lavorando per prette esigenze economiche. Partiva da zero e non gli balenava per la testa chissà quale ambizione futura; galeotta fu la pratica sul campo, e pensare che in contemporanea studiava Economia e commercio!

Prima ancora di partorire con la consorte la propria pizzeria, angolo di paradiso personale in cui sperimentare prodotti di elevata qualità con l’utilizzo esclusivo di materie prime calabresi certificate, ben sette anni furono trascorsi da dipendente: un periodo in cui, avendo interrotto la frequentazione di corsi formativi, stava vedendo spegnere in sé la scintilla della passione. Fermarsi è arenarsi, non evolversi è diventare banali.

Le sue giornate, quando non impegnate altrove per premi e concorsi, si dividono tra la cura di un orto, fittato con altre e altri ristoratori per garantirsi senza interruzioni cibo genuino a chilometri zero, e la preparazione di piatti seriamente innovativi, e perciostesso tradizionali, inseriti nel menu del locale. Alle 200-300 pizze quotidiane ha saputo affiancare proposte che vengono incontro a ogni esigenza, in un mercato che non può ormai trascurare intolleranze e allergie, preferenze salutiste e scelte etiche. Dalla spremuta di grano, farina di tipo 2 ottenuta grazie alla collaborazione di un mulino pugliese, alla notevole miscela di tre farine – quinoa, grano saraceno e riso – appositamente pensata per venire incontro alle persone celiache, costrette altrimenti a rinunciare ai sapori di cui il glutine è amico.

Stavolta le allieve e gli allievi non si sono lasciati pregare per interloquire e porre domande, e una fra loro si è appropinquata nella finale a porgere una targa di riconoscimento al campione del mondo 2024 per pizza fritta e pizza dessert e campione del mondo assoluto 2023-2024 per quella piccante.

Nei mesi venturi sono attese ulteriori occasioni di incontro, magari laboratoriali, con Luigi Zampina.

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