Il torrente S. Anna e l’assurdo della chiusura: quando la natura si scontra con l’incuria umana

Un bambino comprenderebbe l’assurdità di chiudere un torrente che, per natura, sfocia in mare. Eppure, la cattiva gestione del territorio e gli scarichi abusivi lo hanno trasformato in un veicolo di inquinamento

Vien da piangere… Un bambino che frequenta la scuola elementare non parlerebbe mai della chiusura di fiumi e torrenti nella corsa verso il posto dove confluiranno, perché sa che, per natura, in qualche posto dovranno confluire, e uno di essi è il mare. Lo studente della scuola media approfondisce lo studio e impara che il torrente è costituito da un canale di scolo, il greto, in cui riceve quello che in esso arriva da ogni parte, prima di confluire in altri torrenti, in fiumi o… in mare. Il nostro torrente S. Anna, spesso indicato come “fosso”, confluisce in mare.

Dunque, il torrente-fosso fa il suo mestiere e trasporta fino al mare, in questo caso, le acque che vi scorrono e che la natura gli assegna pulite. Ma la storia, da bucolica, diventa angosciosa quando in mare, oltre all’acqua meteorica e ai reflui urbani depurati dal seppur piccolo impianto consortile di depurazione locale, quello che vi sfocia è inaccostabile.

Fluido maleodorante

Dunque, ricapitolando: esiste un torrente che la consuetudine indica anche come fosso, che, come natura prescrive, sfocia in mare e, durante il percorso, raccoglie acque meteoriche e acque depurate, ma in mare arriva un fluido maleodorante e inquinante dovuto a scarichi civili abusivi. La ragione imporrebbe che siano quest’ultimi, causa accertata dell’inquinamento del torrente e, dunque, del mare in cui convergono, il punto focale del problema, atteso che la protezione del mare delle coste calabresi dovrebbe prevedere una gestione razionale della rete degli impianti di depurazione, argomento di cui questo giornale si è ampiamente occupato.

La battaglia del Comune

Finalmente, il Comune, col sindaco Romeo, ha correttamente deciso di dare battaglia agli scarichi abusivi di coloro che imbrattano quello che è al di fuori del proprio uscio di casa, quando certa attenzione politica, anche recentemente, ha proposto addirittura l’irrazionale collettamento del fosso all’impianto di depurazione, su cui non val la pena nemmeno soffermarsi, o la chiusura del torrente, e qui ci si affida al giudizio che uno scolaro ne darebbe.

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