Sanità in Calabria, la Fp Cgil boccia il passaggio dell’Emergenza-Urgenza ad Azienda Zero: è un salto nel buio

Il sindacato contesta duramente l'accordo di trasferimento del servizio 118 e dell'elisoccorso: un modello schizofrenico che accentra la governance a Catanzaro ma scarica costi, personale e responsabilità materiali sulle Asp provinciali
118 calabria

La Fp Cgil Calabria esprime un giudizio fortemente negativo sull’accordo che sancisce il passaggio della funzione di Emergenza-Urgenza ad Azienda Zero, definendo l’operazione come l’ennesimo “salto nel buio” per la sanità regionale. Secondo il segretario generale Bruno Schipano e il responsabile medici e dirigenti sanitari Ivan Potente, il provvedimento risponde a una “visione puramente burocratica e centralistica che ignora la realtà operativa del territorio”. Il sindacato evidenzia come “il servizio 118, l’elisoccorso e le reti tempo-dipendenti non possano essere gestiti efficacemente da un’ente privo di radicamento territoriale e sprovvisto di risorse umane e finanziarie autonome, il cui bilancio graverà inevitabilmente sulle già fragili casse delle aziende sanitarie provinciali”.

L’accordo è considerato come un “modello organizzativo schizofrenico che parcellizza le dinamiche gestionali”. Da un lato, infatti, Azienda Zero “assume la titolarità della governance, della documentazione sanitaria, dei sistemi informatici e del risk management”; dall’altro, “spoglia le Asp e le aziende ospedaliere locali privandole del personale (posto in ‘dipendenza funzionale’) e costringendole a mettere a disposizione locali, arredi, ambulanze, farmaci e dispositivi medici”. Questo meccanismo, a giudizio dell’organizzazione sindacale, “imporrà una farraginosa procedura di rendicontazione semestrale dei costi, obbligando i bilanci delle Asp territoriali a fare da “banca” per Azienda Zero in attesa di riparti del Fondo Sanitario Regionale che avverranno solo a consuntivo”.

Le ricadute sul personale e i rischi per l’elisoccorso

La riorganizzazione desta “forte preoccupazione anche sul fronte delle tutele per i lavoratori della sanità”. La Fp Cgil segnala il “rischio concreto di una precarizzazione del coordinamento e dei turni di lavoro”. Il personale che “ha scelto di rimanere incardinato nelle aziende territoriali sarà impiegato in regime di ‘utilizzo funzionale’ in attesa che Azienda Zero completi la propria pianta organica”, creando una “sdoppiata catena di comando che genererà disparità di trattamento e conflitti di competenza”.

Inoltre, il sindacato definisce l’affidamento del servizio di Elisoccorso su base esclusivamente ‘volontaria’ (tramite manifestazioni di interesse) come la “prova di una totale assenza di programmazione organica, con il pericolo di alterare i diritti contrattuali dei sanitari coinvolti”. A tal proposito, la sigla sindacale annuncia che vigilerà con “estremo rigore affinché l’organizzazione dei turni rispetti tassativamente i limiti orari imposti dalla Legge n. 161/2014, indispensabili per tutelare la salute psicofisica degli operatori e garantire la massima sicurezza del servizio salvavita”.

La richiesta del sindacato: assunzioni e potenziamento nelle province

Per la Fp Cgil Calabria, l’emergenza-urgenza “non si riforma istituendo nuovi apparati burocratici centralizzati a Catanzaro”, ma “potenziando direttamente la medicina sul territorio, rinnovando le dotazioni strumentali nelle province e procedendo ad assunzioni a tempo indeterminato di medici, infermieri e autisti da impiegare in corsia o sulle ambulanze”. Poiché l'”accordo attuale rischia solo di produrre un cortocircuito economico e amministrativo a danno dei territori periferici”, l’organizzazione sindacale “respinge fermamente il provvedimento e si riserva di attivare nei prossimi giorni ogni forma di mobilitazione e di denuncia pubblica a tutela della salute dei cittadini calabresi e della dignità professionale dei lavoratori del comparto”.

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