Nove edifici scolastici su dieci non dispongono di una o più certificazioni obbligatorie in tema di sicurezza: “3.588 edifici, il 9 per cento del totale, dove si calcola che studino e lavorino circa 700 mila tra studenti e personale della scuola, sono privi delle certificazioni obbligatorie”.
E’ il quadro che emerge da un dossier di Tuttoscuola, “basato su dati contenuti nella sezione Open Data dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia scolastica”.
E’ il quadro che emerge da un dossier di Tuttoscuola, “basato su dati contenuti nella sezione Open Data dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia scolastica”.
Secondo i dati di Tuttoscuola “nelle zone ad alto rischio sismico, il certificato di collaudo statico è posseduto da meno della metà degli edifici”. Dal dossier emerge che dei 40 mila edifici scolastici statali, ben 36mila non si possono definire a norma.
Lavori su oltre 10mila plessi
I dati di Tuttoscuola – fanno notare fonti del ministero dell’Istruzione interpellate dall’ANSA – sono presi dall’anagrafe dell’edilizia scolastica e fanno riferimento al 2023 2024: non tengono conto dell’enorme lavoro in atto su oltre 10mila edifici scolastici, grazie ai fondi Pnrr a cui sono stati aggiunti importanti fondi ministeriali (circa 1/3 del totale degli interventi di messa in sicurezza) per il più grande piano di intervento mai fatto per la scuola italiana.
In sostanza, avviate opere sul 22% del patrimonio edilizio scolastico per recuperare una incuria che dura da 60 anni, i risultati saranno misurabili solo tra qualche anno. Inoltre le fonti ministeriali ricordano che la responsabilità degli interventi antisismici sulle scuole è degli Enti locali. (Ansa)