Don Ennio Stamile e i “concasseur” d’Africa: a Roma un omaggio tra letteratura, diritti e denuncia sociale

Nella Sala del Senato della Repubblica a Santa Maria in Aquiro la presentazione del romanzo di Don Ennio Stamile diventa occasione di riflessione sul lavoro minorile e sulla povertà educativa, tra testimonianze istituzionali e letture di forte impatto umano

“Anche chi vive in Africa subisce il mal d’Africa, perché la Terra da cui tutti veniamo si imprime nel cuore per la sua tragica bellezza”, così don Ennio Stamile, spiega le sue missioni in Africa, per salvare dalla povertà educativa e dal furto di sogni i concasseur, i piccoli ma preziosi lavoratori che spaccano pietre. Lazare è uno di quei bambini a cui Don Ennio ha dedicato il suo ultimo romanzo edito da Castelvecchi, vincitore della selezione Premio IusArteLibri 2026.

Una presentazione tra emozione e impegno civile

Un pubblico commosso e attento quello che si è ritrovato, il 22 maggio, nella Sala del Senato della Repubblica di Santa Maria in Aquiro. Il parterre di relatori istituzionali che la Presidente del Premio Antonella Sotira hanno prima reso omaggio alla celebrazione della giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile e poi al talento narrativo dell’autore cadenzato da citazioni colte, immagini liriche e visioni oniriche.

La magistrata Paola Mastroberardino, vice capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attingendo alla sua esperienza di giudice del lavoro e di procuratore a tutela dei minori, ha approfondito il tema dei diritti-sogni negati, sottolineando come le vicende narrate rappresentino un richiamo concreto alla responsabilità delle istituzioni e della società civile nella difesa della dignità umana. Il diritto al sogno si coniuga con il diritto alla conoscenza ricorda la poetessa Fabia Baldi, già Dirigente scolastica. La forza evocativa della scrittura è veicolo di memoria e di speranza.

Diritti dell’infanzia e lettura emotiva del romanzo

La psicologa Francesca Romana Trombaccia ha richiamato l’attenzione sugli aspetti emotivi e relazionali del racconto, mettendo in luce la capacità del libro di entrare nelle pieghe più profonde dell’animo umano e di raccontare le ferite dell’infanzia con autenticità e sensibilità. L’avvocata Ester Di Napoli, esperta di diritti dell’infanzia, ha ribadito il valore etico del libro. Il racconto delle sofferenze dei più deboli invita a una rinnovata attenzione verso i principi di solidarietà e giustizia. E da giovane madre ha declinato i personaggi del romanzo “di rara serenità” appendici dei cartoni amati dai suoi figli.

Un messaggio finale tra denuncia e speranza

A concludere il femminile coro di relatrici, l’intervento del manager Francesco Greco, membro del direttivo IusArtelibri. Anche questo libro di Don Ennio è atto di denuncia sociale, pacata ma non meno incisiva del libro sulla vicenda dell’imprenditore Francesco Cascasi taglieggiato dalla mafia, che nell’edizione 2025 si è aggiudicato il riconoscimento “Libro luminoso”.

Per la Presidente del Premio, la luminosità delle opere di Don Ennio esprime la profonda carica poetica e umana del sacerdote ed del giornalista Stamile, che nella sua vocazione si sente chiamato in causa in un contributo concreto alla costruzione di una cultura dell’ascolto, dell’accoglienza e della speranza.

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