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Differenziata, la Calabria cresce ma il Vibonese arranca: solo 7 i comuni “Rifiuti Free”

Ecoforum 2026: la regione sale al 58,2% di raccolta ma resta lontana dalla media nazionale. L'assessore Montuoro annuncia bando da 35 milioni, Legambiente attacca: "Basta discariche"

La Calabria migliora sul fronte della raccolta differenziata e premia le sue eccellenze, ma il quadro che emerge dall’ottava edizione di Ecoforum Calabria restituisce una regione ancora attraversata da forti squilibri territoriali e criticità strutturali. Secondo i dati Arpacal, riferiti al 2024, la Calabria raggiunge complessivamente il 58,2% di raccolta differenziata, con un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente. Il miglioramento conferma una maggiore diffusione di queste pratiche virtuose, ma la regione resta ancora quasi dieci punti percentuali al di sotto della media nazionale, attestata al 67,7%.

Montuoro

“Stiamo mettendo in campo una serie di risorse e azioni che ci danno la possibilità di arrivare al target che si è prefissato l’Europa, cioè il 65% di differenziata entro il 2030”, ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro presente all’iniziativa promossa da Legambiente Calabria e Comuni Ricicloni Calabria, che fotografano una crescita lenta ma costante, accompagnata da ritardi che continuano a frenare la transizione verso un’economia davvero circolare.

“Nelle prossime settimane – ha aggiunto Montuoro – pubblicheremo un bando molto importante. Abbiamo stanziato 35 milioni per il potenziamento e l’ampliamento dei centri raccolta comunali e abbiamo garantito anche 3 milioni e mezzo per un intervento di mitigazione del rischio idrogeologico”.

Male Vibo

La distribuzione territoriale dei Comuni Rifiuti Free evidenzia però forti disuguaglianze. La provincia di Cosenza si conferma la più virtuosa con ben 32 Comuni premiati, seguita da Catanzaro con 13 Comuni. Molto più distaccate Vibo Valentia, che conta 7 Comuni rifiuti free, e Reggio Calabria, con appena 3.

Nessun Comune della provincia di Crotone raggiunge invece la soglia necessaria per rientrare tra le realtà virtuose. “Occorre uscire definitivamente dalla logica deleteria delle discariche – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – affrontando la questione della caratterizzazione e bonifica delle discariche comunali chiuse e della revoca delle autorizzazioni a discariche come quella di Scala Coeli. Agire in via preventiva contro le troppe illegalità, ripulire e bonificare i territori contaminati dagli sversamenti e dalla persistente piaga dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente.

Ribadiamo che per raggiungere gli obiettivi sanciti dalla normativa comunitaria, che impongono traguardi legati al riciclaggio dei rifiuti – 55% dei rifiuti domestici entro il 2025 che sale al 65% per i rifiuti da imballaggio – tutelando l’ambiente e creando occupazione green, è indispensabile costruire sul territorio calabrese gli impianti della filiera del riciclo”. (Ansa)

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