Le comunicazioni del sindaco Enzo Romeo hanno avuto un baricentro preciso: la vicenda Meridionale Petroli e il futuro del porto di Vibo Marina. Un intervento politico prima ancora che tecnico, con un messaggio chiaro: la concessione non è ancora rilasciata, la partita resta aperta, il Comune non arretra sulla delocalizzazione. Romeo ha ribadito che la determina di chiusura della conferenza dei servizi – legata alla concessione ventennale – deve essere integrata con tutte le osservazioni emerse, comprese quelle di enti e cittadini. Il nodo, ha spiegato, non è tecnico ma strategico: sicurezza, pianificazione urbanistica, visione di sviluppo del porto. Da qui la richiesta di trasferimento dell’impianto.
Schiavello: basta incertezze
Il consigliere Antonio Schiavello (Fratelli d’Italia) ha richiamato l’ordine del giorno votato all’unanimità da maggioranza e opposizione: una battaglia “non contro i lavoratori ma per una nuova primavera di Vibo Marina”. Schiavello ha sollecitato chiarezza sulle incertezze ancora presenti e ha denunciato il rischio di una “partita a scacchi” che lascia la città sospesa. Sui 40 milioni destinati al porto ha chiesto al sindaco di uscire pubblicamente con forza contro i continui rinvii: “Non si muove una pietra, mentre il dito viene puntato sempre contro gli amministratori locali”.
Tucci: un tavolo tecnico permanente
Ancora più strutturata la proposta del consigliere Danilo Tucci (Cuore Vibonese). Tucci ha riconosciuto l’attivismo del sindaco ma ha posto un tema politico: non basta il deliberato del Consiglio comunale. Serve una filiera istituzionale più forte. La proposta è chiara: istituire un tavolo tecnico permanente tra maggioranza e opposizione che affianchi il sindaco nelle trattative con Autorità portuale, Regione e Ministero. Un organismo capace di mettere a disposizione competenze, relazioni istituzionali e professionalità anche a livello regionale e nazionale, rafforzando il peso del Comune nella richiesta di delocalizzazione.
Tucci ha inoltre sollevato la questione urbanistica, chiedendo chiarezza sul Piano strutturale comunale e sulla necessità o meno di riaprirlo per incidere sulla pianificazione futura dell’area portuale. E ha ricordato che l’ordine del giorno votato all’unanimità riguarda non solo Meridionale Petroli ma anche gli altri depositi costieri presenti a ridosso delle abitazioni. Il messaggio politico dell’opposizione, in sintesi, è questo: nessuna polemica personale, ma la convinzione che la trattativa debba essere sostenuta da una struttura condivisa e permanente.
I 40 milioni e il capannone ex Civam
Altro punto centrale: i 40 milioni stanziati per il porto e rinviati di anno in anno nei bilanci. Romeo ha parlato di una situazione non più accettabile, annunciando di aver sollecitato l’Autorità portuale sull’utilizzo delle risorse e sulla demolizione del capannone ex Civam, intervento promesso e mai avviato. Su questo fronte l’aula si è mostrata compatta: maggioranza e opposizione chiedono tempi certi. Tra gli interventi più rilevanti: affidati i lavori (1,2 milioni) per la condotta Silica-Porto Salvo, che dovrebbe evitare il passaggio nel torrente Sant’Anna e generare un risparmio annuo stimato in 300 mila euro; in fase avanzata la progettazione dei 18 milioni destinati alla mitigazione del rischio sui fossi di Vibo Marina e Longobardi.
Agevolazioni sul pagamento dei tributi
Passa a maggioranza, l’ordine del giorno che riguarda il pagamento agevolato dei tributi comunali; lo stesso racchiude anche la sospensione delle azioni esecutive in corso. Spetterà in ogni caso agli uffici finanziari di Palazzo Luigi Razza definire la questione. In Aula non sono mancate le polemiche anche perché si temono buchi in bilancio.


