Una giornata all’insegna del riconoscimento per il lavoro svolto sul campo e del rafforzamento del legame con il territorio. Il 27 marzo 2026, il comandante interregionale Carabinieri “Culqualber”, generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, si è recato in visita istituzionale presso il Comando provinciale di Cosenza e la Stazione di San Giovanni in Fiore.
L’alto ufficiale è stato accolto nella caserma intitolata al “Generale Filippo Caruso” dal Comandante provinciale, il colonnello Andrea Mommo. La visita ha rappresentato un momento di forte vicinanza dei vertici dell’Arma verso le donne e gli uomini impegnati quotidianamente nel contrasto alla criminalità e nella prevenzione, attività pilastro della sicurezza nella provincia bruzia.
L’incontro con le autorità e il valore della “Rete”
Durante la mattinata, il generale Domizi ha incontrato le massime autorità civili, militari e religiose della provincia. Nel corso dei colloqui, l’alto ufficiale ha rimarcato quanto sia vitale la sinergia tra le istituzioni: un fronte comune che resta il fattore imprescindibile per garantire un’azione di tutela della collettività che sia davvero efficace e capillare.
Successivamente, il generale si è rivolto al personale della sede, ai comandanti intermedi e alle rappresentanze dei Reparti Speciali. A loro ha espresso il proprio apprezzamento per il senso del dovere e la professionalità dimostrati, ricordando che il valore più autentico dell’essere Carabiniere risiede nella capacità di ascolto e nella prossimità verso il cittadino.
Il legame con il passato e la tappa in Sila
Non è mancato un saluto affettuoso ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Domizi ha sottolineato la continuità di valori tra chi è in servizio e chi è in congedo, definendo quest’ultimi come la base morale su cui poggia l’operato odierno dell’Arma.
La giornata si è conclusa con una tappa a San Giovanni in Fiore. Presso la locale Stazione, il comandante interregionale ha incontrato i militari operanti nel presidio silano, esaltando la funzione sociale della caserma: non solo un ufficio di polizia, ma un punto di riferimento sicuro e un baluardo di legalità per i cittadini che vivono nelle aree più distanti dai centri metropolitani.


