Un nuovo fronte si apre nel caso che sta scuotendo il Comune di Vibo Valentia. L’assessore al personale e al contenzioso Marco Talarico si trova ancora in Questura, dove viene ascoltato dagli agenti della Digos dopo la lettera intimidatoria trovata sulla sua scrivania. Un dettaglio che pesa più di altri: quel messaggio non è arrivato per posta, ma è stato lasciato direttamente all’interno degli uffici comunali. Un elemento che orienta le indagini verso una possibile pista interna a Palazzo Luigi Razza.
La lettera e il sospetto dall’interno
“Il prossimo sarai tu!”. Poche parole, scritte nero su bianco, sufficienti a far scattare l’allarme. La modalità di consegna apre interrogativi pesanti: chi è entrato? Chi ha avuto accesso? E soprattutto, chi conosceva tempi e spazi dell’assessore? Gli investigatori stanno ricostruendo ogni passaggio, mentre la Scientifica ha effettuato rilievi nell’ufficio per cercare impronte e tracce utili. L’ipotesi che si fa strada è quella di un gesto maturato in un contesto conosciuto, non esterno.
Il contesto amministrativo sotto pressione
Il nome di Talarico non è secondario. È l’assessore che ha dato impulso alla rotazione del personale, un provvedimento atteso da anni che ha inciso su equilibri consolidati negli uffici. Spostamenti, riorganizzazioni, incarichi rivisti: una macchina amministrativa rimessa in movimento dopo oltre un decennio. Un’operazione che, secondo quanto emerge, avrebbe toccato posizioni radicate, piccoli centri di potere costruiti nel tempo tra urbanistica, lavori pubblici e altri settori chiave.
Una scia che non si ferma
L’episodio si inserisce in una sequenza ormai evidente. Prima l’auto incendiata alla dirigente Claudia Santoro, poi i colpi di pistola contro l’auto e l’abitazione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. Quindi l’aggressione brutale al dirigente Andrea Nocita, seguito e colpito a bastonate nel sottopasso della stazione di Vibo Pizzo. Ora la minaccia diretta a un assessore, dentro il Comune. Non più solo intimidazioni, ma un’escalation che si sposta sempre più vicino al cuore dell’istituzione.
Un clima che cambia livello
Dentro Palazzo Luigi Razza cresce la tensione. La sensazione è che il livello si stia alzando, che qualcuno stia passando da segnali indiretti a messaggi espliciti. E mentre Talarico viene ascoltato dagli investigatori, resta un punto fermo: se la pista interna dovesse trovare conferme, non si tratterebbe solo di un atto intimidatorio, ma di qualcosa di ancora più grave.


