La Corte d’assise di Catanzaro ha condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni, imputato per l’omicidio del figlio Bruno Di Cello, di 30 anni. Reo confesso, l’imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, al termine di una lite il 2 maggio 2025 in località Marinella di Lamezia Terme.
Di Cello condannato anche per possesso di arma clandestina e ricettazione. Nel corso della requisitoria, il pm Gualberto Buccarelli ha ripercorso le tappe di una vita familiare travagliata fatta di anni di pressioni e richieste continue di denaro da parte del figlio il quale, dato il proprio comportamento, ha subito anche una condanna per estorsione. Al termine della camera di consiglio la Corte ha riconosciuto le attenuanti della seminfermità mentale di Francesco Di Cello prevalenti sull’aggravante dell’omicidio di un familiare e anche le attenuanti generiche. La difesa, rappresentata dagli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, ha insistito nel chiedere il riconoscimento dell’attenuante della provocazione. (Ansa)


