Nel pomeriggio del 5 maggio, gli agenti della Polizia di Stato, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), hanno eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti di un uomo di nazionalità brasiliana, residente nella provincia vibonese.
L’uomo, in particolare, era ricercato dal Portogallo per aver preso parte a un’associazione per delinquere finalizzata a commettere i delitti di frode informatica, truffa e falsificazione di documenti. Sotto questo profilo, il predetto, a partire dall’anno 2023, unitamente ad altri soggetti, tramite l’utilizzo di false identità, società fittizie e aperture di conti bancari internazionali, avrebbe commesso frodi informatiche per oltre un milione di euro.
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno individuato come possibile luogo di dimora del ricercato un’abitazione sita a Soriano Calabro. Gli agenti hanno raggiunto subito l’abitazione individuata e hanno rintracciato l’uomo. Successivamente lo hanno accompagnato in Questura per gli accertamenti sulla sua identità. Al termine degli atti di rito, l’uomo è finito in arresto e associato alla Casa Circondariale di Vibo Valentia a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, in attesa di estradizione.
L’arresto segue le procedure di cooperazione internazionale tra le forze di polizia europee, che permettono l’estradizione di persone ricercate da un Paese membro dell’Unione Europea, in modo da consentire l’espiazione delle pene irrogate da quelle Autorità.
Spaccio di droga
Nei giorni scorsi, inoltre, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania nei confronti di un uomo di origini vibonesi, condannato alla pena di 7 anni di reclusione per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, l’uomo era stato fermato in data 17 marzo 2024 nel Ragusano a bordo del proprio veicolo, dove gli agenti hanno rinvenuto circa 7 chilogrammi di cocaina. Gli agenti hanno rintracciato l’uomo nel comune di Mileto e, dopo la redazione dei necessari atti, lo hanno tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, dove sconterà la propria condanna.


