Il Partito della Rifondazione Comunista di Vibo Valentia esprime una ferma condanna per la nuova ondata di atti criminali che ha colpito il territorio vibonese, denunciando una crescente pressione della criminalità organizzata su istituzioni, imprenditori, funzionari pubblici e cittadini.
Secondo il partito, nelle ultime settimane cinque aziende della zona industriale tra Vibo Valentia e Ionadi sarebbero state prese di mira in un grave raid mafioso, caratterizzato da colpi d’arma da fuoco contro saracinesche e vetrate, bottiglie incendiarie e proiettili, episodi che rappresenterebbero un chiaro messaggio intimidatorio rivolto alla comunità.
Nel comunicato si sottolinea come questa escalation si inserisca in un contesto più ampio di criticità sociali ed economiche, segnato dalla precarietà del lavoro, da carenze nei controlli pubblici e da difficoltà strutturali nei servizi essenziali, con particolare riferimento alla sanità e al sistema degli appalti.
Rifondazione Comunista critica inoltre quella che definisce una risposta istituzionale insufficiente, spesso limitata a gesti simbolici e dichiarazioni di principio, senza interventi concreti e strutturali per contrastare il potere mafioso e rafforzare la presenza dello Stato sul territorio.
Il partito richiama infine la necessità di una mobilitazione ampia e stabile contro la criminalità organizzata, proponendo un’alleanza tra società civile, sindacati e associazioni antimafia, nel solco dell’impegno di figure simbolo della lotta alla mafia come Peppino Impastato, Giuseppe Valarioti e Pio La Torre.
“Solo un fronte costituzionale, democratico e antifascista può rappresentare un vero argine alla deriva criminale”, si legge nella nota firmata da Gregorio Greco, Caterina Muraca e Marcella Murabito, segreteria cittadina e provinciale del partito.


