Vibo, nasce l’orto sinergico a Conte d’Apice: inclusione e rinascita con il progetto “Partiamo dall’Apice” (video)

Vibo, nasce l’orto sinergico a Conte d’Apice: inclusione e rinascita con il progetto “Partiamo dall’Apice” (video)

L’iniziativa dell’associazione La Goccia, finanziata dal Ministero del Lavoro, trasforma un terreno incolto in un laboratorio sociale che coinvolge fragili, studenti, detenuti e volontari

Un terreno abbandonato che diventa spazio di rinascita, inclusione e partecipazione. È l’orto sinergico realizzato in località Conte d’Apice a Vibo Valentia, promosso dall’associazione La Goccia e reso possibile grazie a un finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il progetto rientra nell’iniziativa “Partiamo dall’Apice”, un percorso sociale e umano che mette al centro le fasce più fragili della popolazione: persone in condizione di disagio, anziani, soggetti che necessitano di supporto psicologico e detenuti impegnati in percorsi alternativi. Accanto a loro, volontari dell’associazione, studenti dell’Istituto Alberghiero e giovani ciechi e ipovedenti dell’UICI – sezione provinciale di Vibo Valentia. Tutti insieme hanno avviato i lavori di trasformazione del terreno, armati di zappe e innaffiatoi, dando vita a un’esperienza che va oltre la semplice attività agricola. L’orto sinergico diventa così uno spazio di aggregazione, crescita condivisa e reinserimento sociale, dove la cura della terra si intreccia con la costruzione di relazioni e la restituzione di dignità.

A coordinare le attività è Sabina Urro, docente della Libera Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip, che segue lo sviluppo del progetto sul campo. Per l’associazione La Goccia si tratta della realizzazione di un obiettivo atteso da anni, destinato a lasciare un segno concreto sul territorio vibonese, trasformando un’area dimenticata in un presidio di solidarietà e sostenibilità. Un’esperienza definita fondamentale anche da monsignor Giuseppe Fiorillo, socio fondatore dell’associazione, che ha sottolineato il valore umano e sociale dell’iniziativa.

“Partiamo dall’Apice” si candida così a diventare un modello di comunità attiva e partecipata, capace di unire persone diverse attorno a un obiettivo comune: prendersi cura della terra per prendersi cura delle persone.

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