La musica entra in corsia: all’ospedale di Cosenza parte “Special Stage”

Il reparto di Nefrologia ospita il progetto promosso da Associazione Jole Santelli, Regione Calabria e Officine Buone. Giovani talenti calabresi si esibiranno per i pazienti, che potranno votare le performance e decretare chi accederà alla finale nazionale di Milano

La musica fa il suo ingresso nei luoghi della sofferenza e si trasforma in una terapia per l’anima e in un potente strumento di umanizzazione delle cure. Nell’Unità operativa complessa di Nefrologia, dialisi e trapianto dell’Azienda ospedaliera di Cosenza presentato “Special Stage – La musica nei luoghi di fragilità”, un progetto promosso dall’Associazione Jole Santelli, dalla Regione Calabria e da Officine Buone.
L’iniziativa vede giovani talenti e artisti calabresi esibirsi direttamente all’interno dell’ospedale “Annunziata”, offrendo momenti di leggerezza e condivisione ai pazienti, alle loro famiglie e al personale sanitario in un contesto clinico particolarmente delicato, con il duplice obiettivo di donare sollievo e di avvicinare le nuove generazioni al volontariato.

Il format, altamente dinamico, prevede il coinvolgimento diretto dei degenti, che avranno il compito di votare l’artista preferito tra quelli iscritti su una piattaforma dedicata; il musicista più votato accederà poi alla finale nazionale di “Special Stage” a Milano, alla quale prenderanno parte grandi nomi della musica italiana, come Annalisa. “La cura passa attraverso l’affettività e la musica è parte integrante del processo di guarigione – ha dettoil direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Vitaliano De Salazar -. Stiamo applicando questo principio all’Annunziata, a partire dalla rianimazione aperta, che consente ai familiari di stare vicini ai propri cari anche nei momenti più drammatici. I risultati sono tangibili. L’ospedale, da luogo chiuso, è diventato uno spazio aperto alla comunità: vogliamo raccogliere i suggerimenti dei cittadini e tutelare i loro diritti. Siamo felici di ospitare questi giovani e bravissimi artisti calabresi all’inizio del loro percorso, sperando che l’Annunziata porti loro fortuna”.

Gesto di vicinanza

Soddisfazione è stata espressa anche da Paola Santelli, in rappresentanza dell’Associazione Jole Santelli, che ha sottolineato la valenza sociale e terapeutica dell’evento. “La musica – ha detto – non è solo arte, ma un gesto di profonda vicinanza. Una melodia può trasformare il silenzio dettato dalla paura in un momento emozionante e di sana leggerezza. Regalare serenità significa mantenere accesa la fiammella della speranza. Come associazione crediamo molto in questo progetto, che abbiamo già proposto negli ospedali e nelle carceri. Sono convinta che l’attenzione, il supporto morale e psicologico abbiano una valenza di pari importanza rispetto alla stessa terapia farmacologica”. (Ansa)

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