La Corte dei conti accende un faro severo sulla situazione finanziaria del Comune di Fabrizia. Nella deliberazione adottata dalla Sezione regionale di controllo per la Calabria, relativa agli esercizi finanziari dal 2021 al 2024, emergono una lunga serie di criticità contabili e amministrative che, secondo i magistrati contabili, delineano un quadro di persistente fragilità nella gestione economica dell’ente.
Il documento, approvato nella Camera di consiglio del 17 febbraio 2026, ricostruisce in maniera dettagliata le anomalie riscontrate nei rendiconti comunali, soffermandosi in particolare sull’uso dell’anticipazione di tesoreria, sulla gestione della cassa vincolata, sui ritardi nella riscossione dei tributi e sull’enorme mole di residui attivi e passivi accumulati negli anni.
La Corte ricorda inoltre come il Comune di Fabrizia fosse già risultato inadempiente rispetto a precedenti richieste di chiarimenti relative ai rendiconti dal 2015 al 2019. Solo per il rendiconto 2020 l’ente aveva fornito risposte ritenute sufficienti. Stavolta il controllo ha riguardato l’intero quadriennio 2021-2024, mettendo in evidenza problemi strutturali che rischiano di compromettere gli equilibri finanziari del municipio.
Tesoreria e anticipazioni: il nodo della liquidità
Uno dei rilievi più significativi riguarda l’anticipazione di tesoreria, cioè il ricorso ai fondi anticipati dal tesoriere comunale per fronteggiare carenze temporanee di liquidità. La Corte sottolinea che l’utilizzo reiterato e non episodico di questo strumento rappresenta un indicatore di tensione finanziaria strutturale.
Nel 2023 il Comune ha movimentato anticipazioni per oltre 1,7 milioni di euro, ma a fine esercizio risultavano ancora non restituite somme pari a oltre 75 mila euro. Nel 2024 la situazione si è aggravata ulteriormente: le somme da regolarizzare con il tesoriere hanno raggiunto complessivamente quasi 379 mila euro.
Secondo la magistratura contabile, alcune operazioni effettuate dall’ente avrebbero prodotto una rappresentazione non corretta della reale situazione finanziaria, determinando un “miglioramento solo apparente” del risultato di amministrazione.
Le anomalie sulla cassa vincolata e sui fondi Pnrr
Altro punto critico riguarda la gestione della cassa vincolata. Dall’istruttoria sono emerse forti discrepanze tra i dati contenuti nelle relazioni del revisore dei conti, quelli trasmessi dal Comune e quelli risultanti dagli allegati del tesoriere. Una situazione che, secondo la Corte, evidenzia “mancanza di uniformità nella rappresentazione contabile”.
Particolarmente delicata la questione relativa ai fondi del Pnrr. I magistrati rilevano che le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza sarebbero state registrate nella cassa libera anziché nella cassa vincolata, in contrasto con la normativa nazionale che impone specifici vincoli di tracciabilità e utilizzo.
Per la Corte si tratta di una criticità rilevante perché la mancata corretta imputazione delle risorse Pnrr “incide negativamente sulla rappresentazione della situazione finanziaria dell’ente e compromette la tracciabilità delle risorse destinate a finalità specifiche”.
Tributi e riscossione, un sistema definito fragile
Pesanti anche le osservazioni sul recupero dell’evasione tributaria. L’analisi della magistratura contabile descrive un sistema caratterizzato da riscossioni molto basse, accertamenti limitati e ricorso frequente ai riaccertamenti negativi per ridurre i residui.
Nel quadriennio esaminato la Corte evidenzia una “persistente fragilità dell’azione accertativa e della capacità di riscossione”, con residui che continuano ad accumularsi soprattutto per Tari, Imu e servizio idrico.
Nel 2024, nonostante l’avvio di un’attività più incisiva di recupero dell’evasione Imu, lo stock dei residui ha raggiunto livelli ancora più elevati. La situazione della Tari viene indicata tra le più critiche, caratterizzata da riscossioni estremamente basse e da un continuo aumento dei crediti non riscossi.
La Corte riconosce comunque l’avvio di misure correttive da parte dell’ente, tra cui il supporto di una società esterna per le attività di recupero e l’emissione degli avvisi di accertamento relativi agli anni precedenti. Tuttavia, secondo i giudici contabili, tali interventi risultano ancora insufficienti rispetto alle criticità strutturali emerse.
Residui milionari e crediti vecchi di anni
Critico anche il quadro relativo ai residui attivi e passivi. Al 31 dicembre 2024 il Comune conserva residui attivi per oltre 4,1 milioni di euro e residui passivi per quasi 3 milioni. Di questi, oltre 1,4 milioni di euro di crediti risalgono addirittura a esercizi precedenti al 2021.
La Corte parla di “persistenti criticità nella fase di riaccertamento ordinario” e sottolinea come molte poste contabili presentino una vetustà tale da richiedere verifiche molto più rigorose sulla loro effettiva esigibilità.
Nel mirino finiscono anche i residui collegati a trasferimenti regionali e ministeriali mai erogati, crediti tributari di dubbia recuperabilità e somme legate a mutui erogati con forte ritardo. Secondo i giudici contabili, il quadro complessivo evidenzia ritardi procedurali, controlli insufficienti e un monitoraggio non pienamente efficace.
Il blackout informatico e la perdita dei dati
La deliberazione affronta inoltre le discrasie tra i dati presenti nelle piattaforme Siope e Bdap, cioè i sistemi nazionali che registrano i movimenti finanziari degli enti pubblici. Le differenze rilevate nei rendiconti 2023 e 2024 sarebbero state causate, secondo quanto riferito dal Comune, da un grave guasto informatico verificatosi nell’ottobre 2023, che avrebbe provocato la perdita totale dei dati finanziari e la successiva necessità di ricostruire integralmente il database contabile.
Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite dall’ente e della successiva migrazione del sistema gestionale in ambiente cloud, la Corte osserva che l’episodio “ha messo in luce criticità nei presidi di sicurezza e nella gestione dei sistemi informativi”.
Nel complesso, il pronunciamento della magistratura contabile restituisce l’immagine di un ente alle prese con difficoltà strutturali nella gestione finanziaria e nella riscossione delle entrate. La Corte richiama il Comune a rafforzare i controlli interni, migliorare le attività di accertamento e riscossione, verificare con maggiore rigore i residui e garantire una rappresentazione contabile più attendibile e trasparente.
Un richiamo pesante che ora impone all’amministrazione comunale l’adozione di misure correttive concrete per evitare che le criticità evidenziate possano trasformarsi in squilibri finanziari ancora più gravi nei prossimi esercizi.



