“Occhi aperti sulla corruzione”: il flash mob di Libera con le finte visite oculistiche in strada

Sabato 13 giugno l'appuntamento in Corso Vittorio Emanuele III a Vibo per accendere i riflettori sugli illeciti nella sanità. Il report: dal 2025 registrate 15 inchieste e 183 indagati in Calabria
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Una visita oculistica in strada per guardare con lenti diverse i vari fenomeni corruttivi, in particolare nel settore della sanità. Sabato 13 giugno, alle ore 10:30 in Corso Vittorio Emanuele III, Libera Calabria promuove un flash mob nell’ambito di “Occhi aperti sulla corruzione”, un’azione mirata ad accendere i riflettori sui numerosi casi di illegalità in ambito sanitario che hanno investito la regione. L’iniziativa rientra nelle azioni della campagna nazionale “Fame di verità e giustizia” – il cui obiettivo è rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza del contrasto a mafiosi e corrotti – e attraverserà tutta Italia dall’8 al 13 giugno per chiedere di rafforzare trasparenza, controlli e responsabilità.

I numeri del fenomeno in Italia e in Calabria

Libera ha scattato una fotografia delle principali inchieste sulla corruzione nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2026. Dal 1° gennaio al 1° giugno 2026, l’associazione ha censito attraverso le notizie di stampa 38 inchieste con 386 persone indagate in tutta Italia. Dall’analisi delle indagini, ancora in corso e dunque senza un accertamento definitivo delle responsabilità individuali, emerge un sistema corruttivo variegato: a seconda dei contesti, il ruolo di garante del rispetto delle illegittime “regole del gioco” è ricoperto da attori diversi come l’alto dirigente, il faccendiere ben introdotto, il “facilitatore”, il “boss dell’ente pubblico”, l’imprenditore dai contatti trasversali, il boss mafioso o il “politico d’affari”. In Calabria, nel solo primo semestre del 2026, si registrano già 5 inchieste con 41 persone indagate.

Ampliando il monitoraggio, dal 1° gennaio 2025 al 1° giugno 2026 Libera ha censito sul territorio calabrese complessivamente 15 inchieste su corruzione e concussione, con 183 persone indagate per reati che spaziano dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio al voto di scambio politico-mafioso, dalla turbativa d’asta all’estorsione aggravata dal metodo mafioso. La mappa è il frutto di una ricerca avente come fonte lanci di agenzie, articoli di stampa nazionali e locali, rassegne istituzionali e comunicati delle Procure e delle forze dell’ordine.

Il comparto sanitario calabrese sotto la lente degli inquirenti

“La sanità è uno dei settori più vulnerabili a comportamenti illegali e illeciti corruttivi anche a causa dell’entità della spesa per acquisti pubblici. Anac ha stimato nel 2023 che il 25% del valore complessivo dei contratti pubblici, pari a 70,5 miliardi, riguarda farmaci, dispositivi medici, apparecchiature mediche e servizi legati agli ospedali o come pulizia, ristorazione, vigilanza. Ogni reato di corruzione non deve essere visto come episodi isolati ma vere e proprie distorsioni che attraversano l’intera filiera del Servizio Sanitario Nazionale: erodono risorse pubbliche, sovvertono le priorità di accesso alle cure, riducono la qualità dell’assistenza.”

“Il settore sanitario in Calabria negli ultimi tre anni è stato costantemente sotto il mirino degli inquirenti. Non solo per il numero di aziende sanitarie sciolte per infiltrazioni, di cui detiene il primato con gli scioglimenti dell’Asl 9 di Locri, dell’Asp di Reggio Calabria e di Vibo Valentia per due volte e di quella di Catanzaro, ma anche per quello che emerge in diverse maxi inchieste sulla sanità calabrese. Come l’inchiesta sull’Azienda ospedaliero-universitaria ‘Dulbecco’ di Catanzaro che ha portato alla luce un sistema associativo finalizzato alla corruzione e al peculato, legato alle visite private; o ancora l’inchiesta sugli appalti sanitari e universitari ‘truccati’ a Catanzaro con una trentina di indagati coinvolti in un sistema volto a truccare sistematicamente appalti sanitari, forniture e persino concorsi universitari”.

“Scioglimenti, inchieste e operazioni che parlano di una corruzione sistematica nella sanità, tra appalti truccati, falsificazione dei bilanci, assunzioni clientelari, occultamento di debiti e, in alcuni casi, un vero e proprio disegno criminale che faceva capo alla ‘ndrangheta.”

L’appello sulla sanità

“Questi dati, le storie di cronaca giudiziaria, queste inchieste dimostrano che il fenomeno descritto non è affatto un ricordo del passato. La corruzione nella sanità calabrese non è episodica, ma è una mentalità consolidata. La sanità riceve ogni anno ingenti risorse pubbliche, indispensabili per garantire servizi essenziali e cure di qualità. Ma la stessa entità dei flussi finanziari rende il settore un obiettivo privilegiato per la criminalità organizzata e un terreno fertile per fenomeni corruttivi e comportamenti opportunistici. Dispositivi medici truccati, visite private illecite, anomalie negli appalti, irregolarità nelle liste d’attesa, favoritismi nelle nomine, accreditamenti opachi sono risorse sottratte alla sanità pubblica. Un vero costo sociale che ricade sui cittadini”.

“La corruzione nella sanità calabrese non sottrae solo risorse economiche, ma può compromettere qualità e sicurezza delle cure, peggiorare l’accessibilità ai servizi e alimentare sfiducia nelle istituzioni. E colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione, ampliando le diseguaglianze sociali e territoriali. Quando una prestazione passa davanti non per bisogno clinico, ma per denaro, relazioni o interessi, non si crea solo una corsia preferenziale: si sovverte il principio che deve guidare il SSN, cioè curare prima chi ne ha più bisogno.”.

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