Il deputato Domenico Furgiuele, figura chiave e storico fondatore della Lega in Calabria, ha ufficializzato il suo addio al partito di Matteo Salvini dopo ben dodici anni di militanza. La rottura, definita come una “scelta dolorosa” ma “profondamente meditata e rinviata più volte”, è stata resa nota tramite un post affidato ai social. Furgiuele ha contestualmente annunciato la sua adesione a “Futuro Nazionale”, il movimento che fa capo al Generale Roberto Vannacci.
I motivi della rottura: “Questa Lega non è più la stessa”
Alla base della decisione del parlamentare calabrese c’è una “profonda delusione per la deriva assunta dal partito negli ultimi tempi”. Furgiuele spiega di aver cercato “a lungo, anche nel confronto con l’attuale dirigenza e riponendo fiducia nello stesso segretario federale lo scorso febbraio, un motivo o un appiglio per restare, senza tuttavia trovare risposte”. Il deputato accusa il partito di essersi trasformato in una forza “post-ideologica” che rinnega un percorso dodicennale. Tra i punti di massima frizione, Furgiuele cita l’apertura a quelli che definisce “i capricci LGBT” e il “sostegno finanziario a Zelensky con il denaro degli italiani”. Un quadro “distante anni luce dalla comunità militante, organizzata e gerarchica fondata sul sacrificio e sulla disciplina in cui era entrato nel 2014, quando portare il simbolo della Lega in Calabria significava farsi carico di forti pregiudizi e ostilità”.
Il rifiuto del “centrodestra sbiadito” e la battaglia per la remigrazione
Furgiuele rivendica la propria formazione tradizionalista e l’appartenenza all’area nazional-popolare, rifiutando categoricamente quella che definisce una “destra annacquata” e un “moderatismo senza anima”. Il parlamentare lametino attacca punta il dito contro un centrodestra giudicato “sbiadito e fluido, troppo spesso soggiogato dal pensiero unico e dai diktat del politicamente corretto imposti dall’Europa”. Una critica che si estende alle dinamiche del centro-sud, dove il rischio era quello di essere “fagocitati da una balena bianca vecchia e stanca”, focalizzata unicamente sulla gestione del potere, sulle rendite di posizione e sugli incarichi.
Il parlamentare sottolinea che avrebbe potuto mantenere la comoda posizione di deputato della maggioranza di governo, ma ha preferito “la trincea e il combattimento” in nome dei propri ideali. Tra le priorità della sua nuova agenda politica, indicata la “battaglia per la remigrazione”, un tema su cui, a suo avviso, “il centrodestra ha finora dimostrato una mancanza di coraggio e determinazione”.
Il futuro con Vannacci
Il passaggio a “Futuro Nazionale” è considerato come un “ritorno a Camelot”, inteso non come nostalgia del passato ma come un ritorno alle sorgenti e ai principi cardine del suo impegno: onore, fedeltà, identità, tradizione e lotta contro il cosmopolitismo apolide. Furgiuele ha reso noto di compiere questo passo affiancato da Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, parlamentari che definisce “fratelli”, e si dice certo che molti altri “combattenti” seguiranno la stessa strada in tutta Italia. In conclusione, il deputato lametino rivolge un appello alla mobilitazione rivolto a calabresi, meridionali e italiani, sancendo la transizione da una figura politica istituzionale costretta alla moderazione a un vero e proprio “soldato dell’Idea” che ritrova la propria libertà valoriale.



