Strage di Amendolara, in migliaia in marcia per i braccianti uccisi: “Basta morti e clandestinità”

Grande partecipazione al corteo per ricordare i lavoratori agricoli vittime del tragico rogo doloso. Presenti i vertici della Cgil e i leader dell'opposizione, uniti nella richiesta di legalità e sicurezza sul lavoro

Una sfilata silenziosa e ordinata, interrotta solo dagli slogan che chiedono dignità, sicurezza e la fine del lavoro nero. Migliaia di persone hanno preso parte alla manifestazione per ricordare i braccianti rimasti uccisi lunedì scorso nell’incendio doloso appiccato da due connazionali in una stazione di servizio ad Amendolara, lungo il chilometro 395 della Statale Jonica, un luogo ormai simbolo di una tragedia indelebile.

Prima del via al corteo, i leader sindacali Maurizio Landini (segretario generale Cgil) e Giovanni Mininni (Flai Cgil) hanno reso omaggio alle vittime deponendo due corone di fiori sul luogo del delitto. Alla marcia hanno aderito anche i vertici nazionali e regionali del sindacato, Pino Gesmundo e Gianfranco Trotta, insieme a una folta delegazione politica guidata dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle, affiancati da delegazioni di Rifondazione Comunista, Anpi e Legambiente.

Sotto i cartelli e le bandiere delle diverse sigle, i manifestanti hanno lanciato un messaggio chiaro alle istituzioni: mettere fine alla piaga della clandestinità e garantire tutele reali per chi lavora nei campi, affinché drammi legati allo sfruttamento e alla criminalità non si ripetano mai più.

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