Cultura e musica al Valentianum: la “Giornata del Museo” fa il pieno di consensi

Il prestigioso concerto del tenore Francesco Anile e il dibattito sul futuro dei musei conquistano il pubblico

Una giornata capace di trasformare il patrimonio culturale in un’esperienza viva, condivisa e partecipata. Si è conclusa con un grande successo di pubblico e unanimi consensi la “Giornata del Museo”, l’iniziativa ospitata presso il Complesso Valentianum e promossa dal Gruppo Cultura del Duomo di Vibo Valentia. La manifestazione si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del territorio, offrendo un articolato programma che ha saputo coniugare arte, storia, musica, spiritualità e riflessione civile.

Il prestigioso concerto serale

A suggellare l’evento è stato il concerto che ha visto protagonisti il celebre tenore Francesco Anile e il pianista Francesco Silvestri, due interpreti di riconosciuto valore artistico che hanno regalato al pubblico un’esperienza musicale intensa e coinvolgente. Le antiche mura del Valentianum hanno fatto da cornice a un percorso sonoro raffinato, accolto da lunghi e calorosi applausi.

La serata ha riservato anche una gradita sorpresa con la partecipazione del soprano Caterina Francese, che ha condiviso il palco con il tenore Anile in un momento di grande intensità interpretativa. Consensi entusiasti sono stati espressi anche per le esecuzioni pianistiche del maestro Silvestri, capace di coniugare virtuosismo tecnico, sensibilità ed eleganza.

Il dibattito sul ruolo sociale dei musei

La musica è stata solo uno dei linguaggi della giornata. Grande interesse ha suscitato l’incontro-dibattito “Custodi del Sacro, Voci del Tempo”, dedicato alla memoria, alla tutela del patrimonio e alla funzione sociale dei musei nella contemporaneità. Il confronto, introdotto e moderato dal giornalista Michele Petullà (responsabile del Gruppo Cultura del Duomo), ha visto la partecipazione di autorevoli esperti: Mario Panarello, storico dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce; Maria Maddalena Sica, direttrice del Museo Nazionale di Mileto; Manuel Zinnà, funzionario archeologo del Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia; don Pasquale Rosano, docente di Antropologia presso l’Istituto Teologico Calabrese e parroco del Duomo.

Durante il dibattito evidenziato come i musei oggi vadano ben oltre la semplice conservazione, diventando veri e propri luoghi di educazione, inclusione e dialogo per la comunità.

Mostre, tradizioni e territorio

Nel corso dell’intera giornata, il Museo d’Arte Sacra del Complesso Valentianum è rimasto aperto al pubblico registrando un’affluenza significativa. Gli spazi della struttura sono stati inoltre arricchiti dalle esposizioni e dalle installazioni di numerosi artisti locali, capaci di creare un itinerario diffuso tra tradizione e linguaggi contemporanei. Spazio anche alla cultura popolare grazie al contributo del maestro Pasquale Lorenzo, che ha accompagnato i visitatori alla scoperta delle antiche tradizioni musicali attraverso il suono della zampogna e della pipita.

L’evento ha dimostrato come la valorizzazione dei beni culturali possa trasformarsi in un’occasione concreta di crescita civile e coesione sociale, unendo generazioni e sensibilità differenti nel segno della memoria e del futuro.

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