Strage di Amendolara, scontro in Consiglio regionale. Occhiuto: “Variazione di bilancio per il rimpatrio delle salme”

Il governatore propone di coprire le spese di viaggio dei familiari dei quattro operai uccisi. L'assessore Straface illustra il piano anti-caporalato, mentre l'opposizione contesta la mancanza di controlli: è polemica aperta tra Pd e centrodestra

Approvare una variazione di bilancio per dare alla Regione la possibilità di finanziare il viaggio in Italia per le famiglie dei quattro braccianti uccisi ad Amendolara che devono riconoscere le salme e poi consentire il rimpatrio delle salme stesse. E’ la proposta lanciata al Consiglio regionale dal presidente della Regione Roberto Occhiuto nel suo intervento in assemblea che al primo punto dei lavori della seduta di oggi ha posto la strage di lunedì scorso ed il fenomeno del caporalato.

Le azioni

“Noi – ha evidenziato Occhiuto – non abbiamo aspettato la tragedia di Amendolara che, al di là dell’aspetto giudiziario, deve comunque interpellare le nostre coscienze su due questioni, che riguardano lo sfruttamento dei lavoratori e la mancata inclusione”. Il governatore ha anche precisato di avere voluto gli interventi degli assessori all’inclusione sociale, alla sussidiarietà e welfare Pasqualina Straface e all’agricoltura Gianluca Gallo “per indicare al Consiglio le azioni che abbiamo svolto. Non è vero che noi diciamo, vedremo, faremo. Noi molte cose le abbiamo fatte senza aspettare i fatti di Amendolara”.

Straface, in particolare, ha ricordato che “su impulso di Occhiuto abbiamo voluto riattivare subito il tavolo anti caporalato e lo abbiamo fatto il 30 di aprile con la presenza dei prefetti, della direzione regionale dell’ispettorato del lavoro, dell’Anci, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria, degli enti locali del terzo settore. Ed è proprio in quell’occasione che è venuta fuori l’idea di istituire una cabina di regia permanente che potesse monitorare il fenomeno con lo scambio di informazioni”. Inoltre, ha aggiunto, “abbiamo riattivato progetti importanti quali ‘Supreme due’, che nasce per la prevenzione, il contrasto al lavoro sommerso e al caporalato”.

Le mani sporche di sangue

Nel corso del dibattito è stata sottolineata la necessità di un maggiore impegno nel contrasto al fenomeno del caporalato, con esponenti dell’opposizione di centrosinistra che hanno segnalato la mancanza di investimenti per gli Ispettorati del lavoro, oltre alla necessità di intercettare i fenomeni di macro illegalità nel comparto e integrare le banche dati di diversi Enti. L’attacco più duro è venuto da Giuseppe Falcomatà, del Pd, che ha accusato la maggioranza di avere le mani sporche di sangue. Un’accusa respinta da Daniela Iiriti (FdI). “Il caporalato – ha detto – non è solo in Calabria. Le mani sporche di sangue, forse, allora le abbiamo tutti”. (Ansa)

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