Vibo Marina, opposizioni compatte sui depositi costieri: Consiglio comunale urgente su Meridionale Petroli ed Eni

Dopo il mancato sostegno della maggioranza all'iniziativa dei Democratici e Riformisti, il centrodestra ottiene i numeri per imporre il confronto in aula. Sul tavolo sicurezza, Piano di emergenza esterna, depositi costieri e il percorso di delocalizzazione approvato all'unanimità nel 2025

La questione Vibo Marina torna al centro del dibattito politico cittadino e questa volta non soltanto per l’aggiornamento del Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli. Sul tavolo finiscono il rischio industriale complessivo dell’area portuale, il deposito costiero Eni, il futuro dei depositi presenti nella frazione marinara e, soprattutto, le responsabilità politiche maturate nell’ultimo anno. Il tutto sullo sfondo di un episodio che evidenzia le difficoltà della stessa maggioranza di governo.

Appena una settimana fa il gruppo de I Democratici e Riformisti aveva tentato di accelerare il confronto istituzionale attraverso un ordine del giorno, chiedendo al presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello la convocazione urgente dell’assise. Un’iniziativa che, tuttavia, non ha trovato il necessario sostegno neppure tra i consiglieri che sostengono l’amministrazione. Un passaggio che si è trasformato in un evidente autogol politico, per certi aspetti voluto anche dal Pd e dagli altri alleati del centrosinistra lasciando nei fatti spazio all’iniziativa delle opposizioni. Forze politiche che, questa volta, hanno scelto di muoversi insieme.

I gruppi consiliari di opposizione – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Insieme al Centro e Identità Territoriale – hanno infatti depositato formalmente la richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Consiglio comunale, raggiungendo con undici firme la soglia prevista dall’articolo 39, comma 2, del Testo unico degli enti locali, che rende la convocazione un atto obbligatorio.

A sottoscrivere il documento sono stati, per Forza Italia, Vincenzo Porcelli, Serena Lo Schiavo e Carmen Corrado; per Fratelli d’Italia Antonio Schiavello; per Cuori Vibonesi Giuseppe Cutrullà, Domenico Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria; per Insieme al Centro Maria Rosaria Nesci; per Identità Territoriale Francesco Muzzopappa e Antony Lo Bianco. La richiesta è stata indirizzata al presidente del Consiglio Antonio Iannello, al sindaco del Comune di Vibo Valentia e al segretario generale dell’ente.

Il tentativo di coinvolgere la maggioranza

L’aspetto politicamente più significativo è contenuto nel comunicato diffuso dalle opposizioni. Prima ancora di protocollare l’atto, il testo sarebbe stato sottoposto all’attenzione della maggioranza nel tentativo di trasformare la sicurezza di Vibo Marina in una battaglia condivisa.

“Pur avendo autonomamente i numeri necessari per presentare e ottenere la convocazione del Consiglio – spiegano i consiglieri di opposizione – abbiamo voluto sottoporre l’atto alla maggioranza prima di protocollarlo. Invitiamo i colleghi a farlo proprio e a presentarlo insieme a noi, perché siamo convinti che il problema della sicurezza del territorio non conosca e non debba conoscere colore politico”. Un invito che, almeno fino a questo momento, non avrebbe trovato riscontro.

E ancora: “Questo è un impegno che abbiamo preso tutti insieme sin dall’inizio, come dimostra il precedente ordine del giorno sulla delocalizzazione dei depositi che era stato approvato all’unanimità. Riteniamo che questo sia un percorso da concludere uniti, per il bene esclusivo di Vibo Marina. Parliamo di argomenti estremamente delicati, che toccano l’incolumità pubblica e che richiedono la massima serietà e professionalità da parte di tutti”.

La scadenza del 28 giugno e il Piano Meridionale Petroli

Nel merito, il Consiglio sarà chiamato ad affrontare anzitutto l’aggiornamento del Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli di via Amerigo Vespucci. La Prefettura di Vibo Valentia, il 29 maggio scorso, ha avviato la procedura formale fissando al 28 giugno 2026 il termine perentorio entro il quale enti e cittadini potranno presentare osservazioni e proposte integrative. Le opposizioni chiedono che il Consiglio comunale analizzi la documentazione trasmessa dalla Prefettura e approvi eventuali osservazioni formali da inviare entro la scadenza prevista. Una tempistica che si intreccia con l’avvio della stagione estiva, quando Vibo Marina vede aumentare sensibilmente la popolazione presente sul territorio tra residenti, turisti, bagnanti, diportisti e frequentatori delle attività commerciali.

Dentro il dossier anche il deposito Eni

Ma il documento depositato non si limita alla Meridionale Petroli. Le forze di opposizione chiedono anche un’informativa urgente del sindaco e della giunta sullo stato di aggiornamento e di operatività del Piano di emergenza esterna relativo al deposito costiero Eni di Viale delle Industrie. Secondo i firmatari, infatti, gli scenari emergenziali non possono essere affrontati come compartimenti stagni. Eventuali incendi, esplosioni o rilasci di sostanze tossiche o infiammabili potrebbero determinare un effetto domino tra i diversi siti industriali presenti nella stessa area costiera, amplificando le conseguenze sul territorio.

Da qui la richiesta di una valutazione complessiva e cumulativa dei rischi industriali, con particolare attenzione all’adeguatezza delle vie di fuga, ai sistemi di allertamento della popolazione residente e fluttuante e al coordinamento logistico dei soccorsi.

Le promesse del 2025 e le risposte che mancano

C’è poi un’altra questione che il dibattito non potrà eludere. Nel marzo del 2025 l’intero Consiglio comunale, in maniera bipartisan, aveva approvato un ordine del giorno dando mandato al sindaco di attivarsi con ogni strumento possibile per avviare il percorso di delocalizzazione della Meridionale Petroli, anche alla luce della scadenza della concessione demaniale. A oltre un anno di distanza, però, i nodi iniziano ad arrivare al pettine. I punti di domanda sono tanti:  quali interlocuzioni sono state avviate? Quali impegni sono stati formalmente assunti? Quali iniziative sono state intraprese? Quali risultati concreti sono stati raggiunti? E quale prospettiva si profila oggi per i depositi costieri di Vibo Marina? Domande che richiedono risposte nette e documentate.

Il rapporto tra istituzioni e cittadini

Perché il confronto non riguarda soltanto l’aggiornamento di un piano tecnico o il rispetto di una scadenza amministrativa. Riguarda il rapporto tra istituzioni e cittadini, la credibilità degli impegni assunti all’unanimità dall’aula e la capacità della politica di decidere sul futuro di un territorio che da decenni convive con i depositi costieri.

Adesso la palla passa alla presidenza del Consiglio comunale, chiamata a convocare l’assise nei termini previsti dalla legge, e alla maggioranza, alla quale le opposizioni chiedono un segnale di coesione su un tema ritenuto prioritario per la comunità costiera. Il centrodestra, il Consiglio comunale e Vibo Marina aspettano. E pretendono di sapere cosa è stato fatto finora e cosa accadrà da qui in avanti.

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