Vibo Marina, l’accusa di “Cuore Vibonese”: “Fosso Antonucci trasformato in una palude maleodorante” (video)

I consiglieri Cutrullà, Russo, Tucci e Calabria denunciano il grave rischio igienico-sanitario nella frazione marina. I residenti protestano per i miasmi e gli insetti causati dall'acqua bloccata alla foce del torrente

Doveva essere l’estate del rilancio turistico e del decoro urbano per Vibo Marina, ma la realtà sul territorio si starebbe dimostrando diametralmente opposta a quella prospettata da Palazzo Luigi Razza. A evidenziarlo è il gruppo consiliare “Cuore Vibonese”, composto dai consiglieri Giuseppe Cutrullà, Giuseppe Russo, Danilo Tucci e Giuseppe Calabria, che ha acceso i riflettori sulle condizioni di degrado in cui versa il Fosso Antonucci, in località Pennello.

Sopralluoghi e proteste dei residenti

I consiglieri comunali di opposizione hanno effettuato una serie di verifiche sul posto, scaturite anche dalle ripetute e preoccupate segnalazioni degli abitanti della zona. L’esito del monitoraggio ha fatto emergere uno scenario definito preoccupante. “Alla foce del Fosso Antonucci – spiegano i rappresentanti di “Cuore Vibonese” – sono presenti delle barriere di sabbia che impediscono il naturale deflusso delle acque verso il mare. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un enorme ristagno d’acqua che ha trasformato l’area in una vera e propria palude maleodorante a pochi metri dalle abitazioni e dalla spiaggia”.

Una situazione che sta esasperando i residenti della frazione costiera, costretti a fare i conti con disagi quotidiani nel pieno della stagione balneare. “Mentre l’amministrazione continua a parlare di turismo, accoglienza e promozione del territorio – incalza la minoranza –, i cittadini del Pennello sono costretti a convivere con odori nauseanti, insetti e una situazione che rischia di diventare un serio problema igienico-sanitario. È questa l’immagine che vogliamo offrire ai residenti e ai visitatori nel pieno della stagione estiva? Noi crediamo di no”.

L’interrogazione e le richieste di bonifica

Per fare luce sulla vicenda e spingere l’esecutivo cittadino ad agire, i quattro consiglieri hanno formalizzato un’interrogazione urgente indirizzata direttamente al sindaco e alla Giunta comunale. L’obiettivo è capire “se siano a conoscenza di quanto sta accadendo e, soprattutto, quali interventi intendano mettere in campo per risolvere immediatamente il problema”.

Nello specifico, il gruppo “Cuore Vibonese” esige l’adozione di misure rapide e mirate a tutela dell’ambiente e della salute pubblica: “Chiediamo che venga rimossa ogni ostruzione che impedisce il corretto deflusso delle acque, che l’area venga bonificata e che siano effettuati tutti i controlli necessari, anche attraverso Arpacal, per verificare la qualità delle acque e accertare l’eventuale presenza di scarichi abusivi o altre fonti di inquinamento”.

L’appello a una programmazione seria

La critica dei consiglieri si estende oltre l’emergenza contingente, investendo i metodi di gestione del territorio adottati finora. Secondo l’opposizione, la prevenzione deve diventare la priorità per evitare il ripetersi di simili criticità. “Non basta intervenire quando l’emergenza è ormai esplosa. Serve una programmazione seria e costante della manutenzione del reticolo idrografico di Vibo Marina per evitare che simili situazioni si ripetano ogni anno”.

Il documento politico si chiude evidenziando la netta contrapposizione tra i proclami istituzionali e le reali condizioni delle periferie marine. “Ancora una volta siamo costretti a registrare una distanza evidente tra gli annunci e la realtà. Da una parte si racconta una città pronta ad accogliere turisti e visitatori; dall’altra ci sono cittadini che vivono accanto a una palude maleodorante nel cuore della stagione balneare. Noi continueremo a vigilare, a denunciare ciò che non funziona e a pretendere risposte concrete. Perché Vibo Marina merita rispetto, attenzione e interventi tempestivi, non passerelle e promesse”.

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