Il progetto del nuovo acquario comunale di Vibo Marina, previsto nell’area dell’ex Basalti Energia, di proprietà della Meridionale Petroli, accende il confronto politico a Palazzo Luigi Razza. A portare il tema in Consiglio comunale è stata la consigliera di Forza Italia Carmen Corrado, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e orale sollevando una lunga serie di dubbi sulla fattibilità dell’opera, sulla situazione ambientale del sito e sulla sostenibilità economica dell’investimento.
Nel corso della seduta, l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Monteleone ha illustrato la posizione dell’amministrazione comunale, sostenendo che l’intervento si trova ancora in una fase preliminare di programmazione e che tutte le verifiche tecniche, ambientali e autorizzative saranno effettuate nelle successive fasi progettuali. Una risposta che, tuttavia, non ha convinto la consigliera azzurra, la quale ha ribadito tutte le proprie perplessità arrivando, di fatto, a demolire l’impianto progettuale e la stessa scelta dell’area individuata.
Le contestazioni di Corrado
Nella sua interrogazione, Corrado ha ricordato che l’amministrazione ha deciso di modificare l’originario indirizzo progettuale finanziato nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo “Calabria – Svelare Bellezza”, abbandonando il previsto museo enogastronomico della dieta mediterranea per puntare su un acquario pubblico. Secondo la consigliera, l’area individuata presenta numerose criticità. In particolare, ha richiamato il verbale del tavolo tecnico del 9 marzo 2026, dal quale emergerebbero incertezze sullo stato di contaminazione dei terreni e sui tempi necessari per completare le attività di bonifica e messa in sicurezza. Corrado ha inoltre evidenziato la vicinanza del sito al deposito costiero della Meridionale Petroli, classificato a rischio di incidente rilevante, e la presenza di vincoli idrogeologici e di erosione costiera.
A queste criticità si aggiungono, secondo l’esponente di Forza Italia, i dubbi sulla sostenibilità economica dell’opera. Corrado ha contestato le stime relative ai flussi di visitatori e ai costi di gestione di una struttura che richiederebbe ingenti consumi energetici e manutenzioni continue, richiamando anche esperienze problematiche registrate in altre realtà italiane ed europee.
La risposta dell’assessore
Monteleone ha precisato che il Documento di indirizzo alla progettazione approvato dalla Giunta non rappresenta un progetto esecutivo né autorizza l’immediata realizzazione dell’opera. Si tratta, ha spiegato, di un atto preliminare necessario per avviare le successive fasi di progettazione. L’assessore ha inoltre assicurato che il Comune ha già avviato le procedure per ottenere il titolo concessorio dell’area e che saranno acquisiti tutti i pareri richiesti dalla normativa, compresi quelli relativi alla compatibilità con il Piano di emergenza esterna della Meridionale Petroli e quelli dell’Autorità di bacino. Sul piano strategico, Monteleone ha difeso la scelta dell’acquario come elemento di valorizzazione dell’identità marinara della città, sostenendo che la struttura sarà molto più di un semplice acquario tradizionale, configurandosi come un polo scientifico, didattico e di educazione ambientale capace di generare ricadute turistiche, economiche e culturali.
“Mancano risposte sui nodi fondamentali”
La replica finale di Carmen Corrado è stata durissima. Pur ringraziando l’assessore per il lavoro svolto, la consigliera ha dichiarato di non ritenersi soddisfatta delle risposte ricevute. Al centro delle sue contestazioni resta la mancanza di certezze sui tempi di bonifica e messa in sicurezza dell’area. “Non ci è stato detto se esiste un progetto e quali siano i tempi previsti”, ha osservato, sottolineando come questi elementi siano determinanti per valutare la reale fattibilità dell’intervento.
Corrado ha poi insistito sull’assenza di un piano economico-finanziario dettagliato e sulla mancanza di dati concreti in grado di dimostrare la sostenibilità gestionale della struttura. Ma l’attacco più netto è arrivato sul piano culturale e ambientale. Richiamando le posizioni espresse da diverse associazioni, la consigliera ha definito il progetto “anacronistico” e in contrasto con la crescente sensibilità verso il benessere animale. “Il mare non si richiude dentro delle vasche di vetro”, ha affermato in aula, contestando l’idea stessa di un acquario come strumento di educazione ambientale.
Uno scontro che conferma come il progetto dell’acquario di Vibo Marina sia destinato a rimanere al centro del dibattito politico cittadino, tra le ambizioni di rilancio turistico dell’amministrazione e le forti riserve espresse dall’opposizione sulla scelta dell’area, sui costi e sulla sostenibilità complessiva dell’opera.



