I dati ufficiali sugli incendi in Calabria smentiscono senza appello la propaganda del Presidente Occhiuto e il suo modello “Tolleranza Zero” basato sull’utilizzo dei droni. Analizzando le tabelle pubblicate dalla Regione Calabria, infatti, il modello lanciato dal Presidente, che a suo dire dovrebbe essere replicato da altre regioni italiane e da altri Paesi Europei, in realtà non convince fino in fondo. Questo sistema di prevenzione è stato lanciato nel 2022, ma, nel corso degli anni successivi, i dati relativi al numero di incendi e al totale annuo di ettari bruciati ne mettono in evidenza tutti i limiti, smontando la narrazione entusiastica di Occhiuto.
I numeri del report regionale mostrano un trend chiaro: nel 2022 gli incendi totali sono stati 685 per 6.450 ettari di territorio bruciati, nel 2023 gli incendi sono stati 515 per 8.520 ettari bruciati, nel 2024 si sono registrati 520 incendi per 7.118 ettari, mentre il dato allarmante del 2025 si attesta su 759 incendi e ben 15.816 ettari bruciati. Di fatto, nonostante il piano di prevenzione della Regione, l’anno scorso è gone in fumo circa il doppio degli ettari rispetto all’anno precedente per un numero di incendi aumentato di ben il 50%. In Calabria, nel 2025, è bruciato un territorio grande quanto quello vastissimo di Lamezia Terme.
L’affondo di Alecci: “Meno slogan, più risultati”
Sulla questione è intervenuto duramente il consigliere regionale Alecci, evidenziando lo squilibrio tra i toni trionfalistici della Governance regionale e i risultati reali ottenuti negli ultimi anni in questo settore: “I roghi continuano a flagellare la nostra regione. I dati ufficiali smentiscono la propaganda del Presidente Occhiuto e il ‘famigerato’ sistema dei droni. Certamente il sistema dei droni può portare un aiuto concreto nella lotta agli incendi, e intendo ringraziare i professionisti che se ne occupano quotidianamente, ma è chiaro come questo non possa bastare.”
Secondo l’esponente politico, per proteggere davvero l’ecosistema calabrese è necessario un cambio di rotta radicale negli investimenti e nella pianificazione: “Bisognerebbe investire di più in personale e risorse, dotare chi conosce perfettamente i nostri territori di mezzi e strumenti per la prevenzione e la gestione degli incendi. Basterebbe, di fatto, mettere in campo quello che si annuncia ogni anno ma che poi, purtroppo, rimane solamente sulla carta, per proteggere davvero il nostro straordinario ecosistema.”



