“Il nostro approccio nei confronti del lavoro deve cambiare. Deve cambiare il paradigma culturale, politico e sociale nei confronti dei nostri fratelli e sorelle immigrati. Quello verso di loro è sempre un approccio securitario, c’è un pregiudizio ideologico per il quale l’immigrato è un pericolo più che una risorsa. Però sappiamo che la Confindustria dice che abbiamo bisogno di risorse umane”. Così il vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino, a margine di una tavola rotonda sul tema del lavoro organizzata ad Amendolara, nell’ambito di una iniziativa promossa dalla Conferenza episcopale calabra per ricordare i quattro braccianti uccisi.
“Deve cambiare il modello economico. Non possiamo cedere a una economia che uccide, genera scarti per dirla con Papa Francesco, una economia che schiavizza. Ecco – ha detto Savino – la bellissima intuizione di Papa Leone che ci consegna la Magnifica humanitas, cioè come custodire l’umano in questo tempo in cui viviamo già un processo di disumanizzazione e quale sarà il ruolo dell’intelligenza artificiale”. “Mai più un fatto simile” alla strage di Amendolara. “Nessuno può autoassolversi, ognuno deve assumersi la sua responsabilità. Insieme possiamo farcela nel dire di no al caporalato e a ogni forma di schiavitù e oppressione”, ha sottolineato Savino. (Ansa)



