Gestione idrica a Spadola, chiarimenti e dati nel Consiglio comunale aperto in piazza

Grande partecipazione a Piazza Bruno Ionadi per l'assemblea straordinaria. Il sindaco Rosso smonta le polemiche con i documenti: dal dicembre 2025 la rete è alimentata solo dalle sorgenti comunali, fornitura Sorical azzerata

“Grande partecipazione” e “vivo interesse” da parte della cittadinanza hanno caratterizzato il Consiglio comunale straordinario e aperto, che per la prima volta si è svolto in Piazza Bruno Ionadi, dove numerosi cittadini hanno scelto di assistere direttamente ai lavori dell’assemblea.
Una scelta fortemente voluta dall’amministrazione comunale per garantire il massimo livello di trasparenza su una questione, quella della risorsa idrica, che riguarda l’intera comunità. Dopo l’illustrazione dell’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di minoranza, ha preso la parola il sindaco Antonio Maria Rosso, che ha ripercorso, documenti alla mano, l’intera evoluzione dei rapporti tra il Comune di Spadola e Sorical S.p.A., fornendo una ricostruzione puntuale dei fatti.

Gli eventi

Il sindaco ha innanzitutto ricordato come “il primo allaccio del Comune di Spadola alla rete Sorical risalga al 2008, durante l’amministrazione guidata dal compianto sindaco Michela Tassone, quando si rese necessario individuare una soluzione alle croniche carenze di risorsa idrica che da sempre interessano il territorio comunale”.

Successivamente ha ricostruito gli eventi più recenti, evidenziando come la riattivazione dell’allaccio sia stata “avviata dal commissario straordinario nel dicembre 2024, con la fornitura di acqua Sorical iniziata nel gennaio 2025”. Illustrato quindi il contratto di fornitura, della durata di dieci anni e regolato esclusivamente “a consumo”, precisando che “il Comune paga soltanto l’acqua effettivamente utilizzata. Il contratto prevede una disponibilità massima annua di 51.840 metri cubi, per un valore annuo di 20.717,08 euro oltre IVA”. Per rendere “immediatamente comprensibile” ai cittadini la portata del contratto, il sindaco ha spiegato che “per fornire quel quantitativo di acqua sarebbe necessario riempire 3.702 autobotti da 14 metri cubi”.

Nel corso della seduta, chiarito che, “a seguito dei lavori di ricerca e riparazione delle perdite sulla rete idrica comunale, la fornitura di acqua proveniente dall’acquedotto regionale è stata sospesa il 10 settembre 2025. La lettura del contatore del 2 dicembre 2025 ha confermato la cessazione della somministrazione e, da quella data, la rete idrica comunale è alimentata esclusivamente dalle sorgenti comunali”. A sostegno di quanto illustrato, per tutta la durata del Consiglio comunale proiettata in diretta la situazione del serbatoio comunale, mostrando ai cittadini un “impianto completamente pieno, con acqua che tracimava dal troppo pieno, nonostante le pompe di sollevamento risultino disattivate da diversi mesi”.

La nota della società

“Particolarmente significativa” anche la “lettura della nota trasmessa da Sorical nella mattinata del 4 luglio, a seguito della richiesta di riscontro fatta dal Comune insieme con la trasmissione dell’interrogazione della minoranza”. Nella comunicazione la società afferma “espressamente che dal 2 dicembre 2025 non risulta somministrata alcuna fornitura al Comune di Spadola”, precisando che la saracinesca di consegna “è chiusa e ribadendo testualmente che ‘la fornitura Sorical, a far data dal 02.12.2025, è nulla’”. La stessa nota evidenzia inoltre che “non sussiste alcun collegamento tra la comunicazione relativa agli interventi di manutenzione dell’acquedotto regionale e la situazione del Comune di Spadola, proprio perché la fornitura è attualmente assente. Ciò spiega anche perché, mentre altri Comuni hanno registrato disagi durante l’interruzione comunicata da Sorical, a Spadola non si è verificata alcuna interruzione del servizio, circostanza confermata dall’assenza di segnalazioni da parte della cittadinanza”.

Nel corso dell’intervento il sindaco ha inoltre posto ai consiglieri una domanda tanto semplice quanto significativa: “Credo che nessuno a questo tavolo ritenga che l’acqua distribuita da Sorical non sia sicura per la salute dei cittadini?”. Una domanda alla quale nessuno dei consiglieri ha ritenuto di rispondere. È stato quindi ribadito che, qualora in futuro dovesse rendersi necessario garantire l’approvvigionamento idrico alla popolazione, l’amministrazione utilizzerà senza esitazioni ogni strumento disponibile, compresa la fornitura regionale, così come avviene nella maggior parte dei Comuni calabresi e come è già avvenuto a Spadola per gran parte del 2025.

Risorsa conforme

L’amministrazione ha fatto sapere che “l’acqua somministrata ai cittadini di Spadola è regolarmente oggetto di analisi sulla qualità e la stessa Sorical, nella nota trasmessa al Comune, ribadisce che l’acqua distribuita attraverso la propria rete è risorsa idropotabile pienamente conforme, sottoposta ai controlli del proprio laboratorio interno e dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente”. L’amministrazione comunale esprime “soddisfazione per la straordinaria partecipazione registrata e per il clima di confronto civile che ha caratterizzato l’iniziativa. L’obiettivo era uno solo: informare correttamente i cittadini, fugare ogni dubbio, superare le polemiche e riportare il confronto sul terreno dei fatti, dei documenti e della responsabilità istituzionale”.

Aperti alla cittadinanza

Per la prima volta nella storia del Comune di Spadola il Consiglio comunale è uscito dalle mura del Municipio per svolgersi in piazza, in mezzo ai cittadini. Una scelta “profondamente democratica” che “ha consentito a tutti di assistere direttamente al dibattito, osservare in tempo reale lo stato del serbatoio comunale, ascoltare la lettura di documenti ufficiali e formarsi un’opinione sulla base dei fatti”.
L’auspicio dell’amministrazione comunale è che “anche il confronto politico possa continuare a svolgersi con lo stesso spirito dimostrato nel corso del Consiglio comunale: attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e, soprattutto, sulla base dei documenti e dei fatti. Perché su temi delicati come l’acqua la serenità dei cittadini viene prima di ogni polemica politica”.

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