Il presidente del Comitato San Bruno, Rocco La Rizza, insieme agli altri componenti del gruppo, ha diffuso un video intervento girato nella serata di ieri dall’esterno del nosocomio di Serra San Bruno. A distanza di circa quindici giorni dalle precedenti segnalazioni, l’esponente del comitato ha denunciato il riproporsi della medesima problematica: il blocco temporaneo della postazione locale del 118 a causa della mancanza di un infermiere per il turno notturno (dalle 20 alle 8 del mattino successivo).
Le criticità per la copertura del territorio
La Rizza ha voluto precisare i confini del disservizio per evitare fraintendimenti, evidenziando le ricadute sulla rete dell’emergenza-urgenza: “Non si tratta di una chiusura definitiva del servizio, ma di uno stop limitato al singolo turno che costringe a ridisegnare la mappa dei soccorsi. Con la postazione di Serra San Bruno ferma e le indiscrezioni sul contemporaneo blocco di quella di Soriano Calabro, l’eventuale gestione delle emergenze nella zona delle Serre è demandata all’ambulanza di Chiaravalle Centrale. Questo scenario impone a un unico mezzo di coprire un comprensorio vastissimo, che si estende da Chiaravalle fino ai comuni montani di Nardodipace, Fabrizia e Mongiana, allungando inevitabilmente i tempi di intervento”.
L’appello ai vertici regionali e ad Azienda Zero
Il portavoce del comitato ha espresso parole dure sulla gestione della sanità territoriale, definendo la situazione “insostenibile” e parlando di “rischi concreti per le vite dei cittadini”. Da qui l’invito esplicito rivolto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e ai vertici di Azienda Zero affinché vengano adottati “provvedimenti strutturali e immediati”. La Rizza ha infine esortato la popolazione a “non dare credito a rassicurazioni o annunci politici che non trovano riscontro nella realtà quotidiana del territorio”, invitando la comunità a “rimanere unita e a lottare per la difesa del diritto alla salute”.



