La transumanza podolica come motore di sviluppo: la Calabria punta sul progetto “Tracce”

Presentata alla Cittadella regionale l'iniziativa di Regione e Ara per valorizzare la pratica pastorale Unesco. Pronti 45 milioni di euro nella programmazione 2023-2027 per supportare le 450 aziende del territorio e promuovere il turismo rurale

Trasformare la transumanza da patrimonio della memoria a leva economica e strategica per le aree interne della Calabria. È questo l’obiettivo del tavolo istituzionale promosso nella Sala Verde della Cittadella regionale dalla Regione Calabria in sinergia con l’Associazione regionale allevatori (Ara). L’iniziativa punta a mettere a sistema la pratica pastorale della transumanza – già riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità – creando reti concrete tra istituzioni, allevatori, università ed enti locali per valorizzare il patrimonio zootecnico, culturale e ambientale.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha evidenziato come la transumanza della razza podolica sia un millenario marcatore identitario calabrese: si fa riferimento al trasferimento stagionale degli armenti tra la montagna e il mare come parte integrante della storia locale, un modello di allevamento custodito con resilienza. Gallo ha garantito la massima vicinanza agli allevatori nell’affrontare criticità sanitarie come la tubercolosi bovina attraverso azioni di prevenzione e controllo, sottolineando che la regione dispone di pascoli estesi e aree naturali ideali per garantire alti standard di benessere animale, fattori su cui investire per rafforzare la filiera della carne podolica e creare nuove opportunità di sviluppo sostenibile e attrattività turistica.

I numeri del comparto e il progetto “Tracce”

I dati regionali delineano un settore tutt’altro che marginale nel panorama zootecnico italiano: in Calabria operano infatti circa 450 aziende che contano oltre 16 mila capi di razza podolica, cifre che rappresentano l’11% delle aziende e il 12% del patrimonio nazionale della razza. Per sostenere questa filiera, la Regione investe 13 milioni di euro all’anno e ha già programmato oltre 45 milioni di euro all’interno della pianificazione 2023-2027.

Il fulcro operativo della manifestazione è coinciso con la presentazione del progetto “Tracce – Turismo Rurale Antico: Cammini, Cultura ed Esperienze”, illustrato dalla direttrice di Ara Calabria, Filomena Citraro, che mira a “trasformare la zootecnia in un’opportunità di sviluppo del territorio”. Il progetto ha già preso vita attraverso tre giornate lungo i tratturi storici della provincia di Catanzaro, registrando l’incampanatura della mandria, il cammino guidato, degustazioni e il coinvolgimento dei borghi e dei ristoratori locali con menu dedicati alla carne podolica. Tra le azioni di promozione è prevista anche la realizzazione di un docufilm sulla transumanza calabrese, il cui trailer verrà presentato ufficialmente al Vinitaly come strumento di marketing territoriale.

Ricerca scientifica e sinergie istituzionali

I lavori hanno registrato diversi contributi operativi da parte dei dirigenti e delle autorità regionali: il direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Giuseppe Iritano, ha rimarcato la necessità di affiancare agli eventi sul territorio un solido approfondimento scientifico d’intesa con i dipartimenti universitari; il commissario di Ara Calabria, Antonio Arnone, ha ricordato la valenza sociale dell’eredità rurale da trasmettere alle nuove generazioni, mentre il dirigente del settore Ambiente e zootecnia, Giovanni Pandullo, ha moderato il dibattito confermando i pilastri economici del piano regionale.

Un ringraziamento formale è giunto infine dall’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, il quale ha espresso gratitudine alle strutture tecniche, ad Ara Calabria, all’allevatore Raffaele Vavalà e ai sindaci dei territori di Tiriolo, Gimigliano e Taverna che hanno ospitato il passaggio delle mandrie durante la Transumanza 2026. “Tracce 2026 rappresenta il primo concreto momento di attuazione dello spirito della legge regionale”, ha concluso Montuoro, ribadendo che la transumanza deve essere vissuta e promossa come una risorsa attiva e centrale per l’intera collettività.

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