Riforma del 118, presentato al Senato il disegno di legge: più autonomia, sicurezza e innovazione per l’emergenza territoriale

La proposta punta a riorganizzare il Sistema di Emergenza Territoriale 118 con nuove regole per centrali operative, personale sanitario, mezzi di soccorso e tecnologie
riforma 118

Il 28 luglio 2026, presso nella sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica, è stato presentato il disegno di legge di riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118. Il testo, registrato come atto Camera n. 2951 a firma dell’onorevole Pittalis, nasce su iniziativa del vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ed è stato elaborato in stretta collaborazione con la Società Italiana Sistema 118 (SIS118). L’iniziativa si pone due finalità inscindibili: garantire a ogni cittadino in tutto il territorio nazionale un soccorso tempestivo, competente e misurabile per patologie acute tempo-dipendenti come arresto cardiaco, infarto, ictus e traumi, e allo stesso tempo assicurare riconoscimento, professionalità, sicurezza e stabilità a medici, infermieri e autisti-soccorritori.

Nuovo modello organizzativo per centrali e dipartimenti

I punti cardine della proposta d’intervento affrontano diversi aspetti operativi e normativi. Richiesto il ripristino dell’accesso diretto e autonomo al 118 in affiancamento al 112, come già consentito dall’articolo 98-vicies bis del Codice delle comunicazioni elettroniche. Questa misura mira a superare i ritardi del doppio passaggio, stimati dal Ministero dell’Interno in circa 90 secondi medi e documentati dallo studio EUROCALL in 18,7 secondi persi nel solo trasferimento della chiamata.

Il disegno di legge qualifica le Centrali Operative 118 come centri di responsabilità e governo clinico del sistema guidati dalla dirigenza sanitaria esperta, ed istituisce il Dipartimento di Emergenza Territoriale 118 a valenza preferibilmente provinciale. Tale dimensione garantisce l’allineamento con la catena istituzionale di Prefettura, Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine e Protezione Civile, offrendo conoscenza diretta del territorio e ridondanza dell’infrastruttura. A supporto delle decisioni su protocolli, turni e formazione, previsto il Comitato di Dipartimento con governance partecipata.

Mezzi, personale e tutela degli operatori al centro della proposta

Sul fronte della rete dei soccorsi, il fabbisogno dei mezzi è parametrato sui tempi reali di percorrenza anziché sulla sola popolazione residente, rendendo esigibile lo standard nazionale di una postazione avanzata con medico e infermiere ogni 60.000 abitanti. La riforma prevede inoltre la riattivazione dei Punti di Primo Intervento a gestione 118 attivi 24 ore su 24 per la gestione delle acuzie minori, l’introduzione di indennità per il rischio in itinere, ambientale e biologico per tutti gli operatori, la stabilizzazione di ruolo degli infermieri, la facoltà per i medici convenzionati di passare alla dipendenza, l’istituzione del profilo professionale dell’autista-soccorritore con titolo formativo uniforme e l’uso di convenzioni con il Terzo settore per mezzi e autisti.

Tecnologia e dati per un soccorso più rapido ed efficace

Sotto il profilo tecnologico, il testo punta su telemedicina, intelligenza artificiale, geolocalizzazione e sull’uso delle body cam sia per inviare immagini in diretta alla Centrale Operativa sia per documentare le aggressioni. A sostegno della proposta, la SIS118 evidenzia i dati scientifici e la dimensione dei servizi erogati. Ogni minuto perso nell’arresto cardiaco riduce dal 7% al 10% le probabilità di ripresa del circolo. Nell’ictus si perdono 1,9 milioni di neuroni al minuto e nell’infarto ogni 30 minuti di ritardo incrementano la mortalità a un anno del 7,5%. La letteratura internazionale, come la meta-analisi di Böttiger e colleghi su oltre 126.000 casi, dimostra una maggiore sopravvivenza quando la rianimazione è condotta con il medico sullo scenario. In Europa, 19 Stati membri su 27 affiancano il 112 ai numeri di emergenza nazionali, mentre solo 8 hanno adottato unicamente il numero unico.

Balzanelli: “Il 118 merita risorse e risultati misurabili”

La dimensione dell’attività del 118 conta 7.180.000 chiamate e 4.346.138 interventi all’anno, di cui 591.871 in codice rosso. Sul tema della sicurezza, nel solo 2024 si sono registrati 18.143 episodi di violenza segnalati sugli operatori sanitari e 2.464 infortuni da aggressione riconosciuti dall’INAIL. Osservato infine come la Missione 6 Salute del PNRR disponga di 15,63 miliardi di euro senza tuttavia menzionare mai il sistema 118. In occasione della presentazione, il presidente nazionale della SIS118, Mario Giosuè Balzanelli, ha ringraziato il Vice Ministro Sisto e il Governo per aver riportato il dibattito in Senato. Balzanelli ha ribadito che servono tre azioni fondamentali, ossia intensificare, innovare e finanziare, specificando che una riforma del genere non si può realizzare a invarianza di spesa.

Il presidente ha dichiarato che il sistema salvavita per sessanta milioni di italiani merita rispetto, valore che sarà misurato dai fondi stanziati e dai risultati concreti, aggiungendo che la SIS118 accetta di essere misurata nei benefici tramite indicatori di esito, un registro nazionale degli arresti cardiaci e la pubblicazione periodica dei dati.

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