Il Comitato San Bruno, da sempre impegnato per la tutela del presidio ospedaliero di Serra San Bruno e il potenziamento dei servizi sanitari nell’entroterra vibonese, accoglie favorevolmente la deliberazione dell’Asp di Vibo Valentia (n. 452/CS del 28 luglio 2026), con la quale è stato istituito un Gruppo di Lavoro incaricato della razionalizzazione e della riorganizzazione degli spazi dei presidi ospedalieri di Vibo, Serra e Tropea. Allo stesso tempo, però, chiede “la massima trasparenza” sul futuro dell’ospedale “San Bruno”.
Il plauso all’iniziativa dell’Asp
I rappresentanti del gruppo sottolineano che “ogni iniziativa finalizzata a migliorare l’organizzazione, l’efficienza e la qualità dell’assistenza sanitaria non può che trovare il nostro apprezzamento”. Proprio perché condividono questi obiettivi, evidenziano però la necessità di “fare chiarezza sul destino del presidio ospedaliero di Serra San Bruno”.
Le criticità
Il Comitato ricorda che negli ultimi anni il “San Bruno” ha registrato “una progressiva riduzione dei posti letto”, la “mancata attivazione della Struttura Complessa di Riabilitazione prevista dalla programmazione regionale”, il “mancato turn-over del personale sanitario andato in quiescenza” e le “difficoltà che hanno interessato diversi servizi ospedalieri”. Ricordato, inoltre, che la “Casa della Comunità è già stata realizzata all’interno dell’ospedale, determinando una diversa distribuzione degli spazi”.
Le richieste di chiarimento
Alla luce della nuova deliberazione, il Comitato ritiene “legittimo” chiedere all’Asp quale sia il “progetto complessivo previsto per l’ospedale di Serra San Bruno” e “quali ulteriori interventi di riorganizzazione degli spazi siano programmati”. Tra gli interrogativi posti figurano anche l'”eventuale coinvolgimento di reparti, servizi o posti letto”; le “modalità con cui l’Asp intenda garantire il pieno rispetto delle funzioni attribuite agli ospedali di Zona Particolarmente Disagiata dal D.M. 70/2015” e gli “interventi previsti per il potenziamento del presidio, il completamento della Riabilitazione, il rafforzamento dell’emergenza-urgenza e la sostituzione del personale cessato dal servizio”.
“Ospedale e territorio devono integrarsi”
Secondo il Comitato, si tratta di domande che “nascono esclusivamente dalla volontà di comprendere quale sarà il futuro del nostro ospedale”. Il gruppo precisa di non essere contrario alla “medicina territoriale. Al contrario, riteniamo che ospedale e territorio debbano integrarsi, ma tale integrazione non deve mai tradursi in un progressivo depotenziamento delle funzioni ospedaliere”.
Il richiamo al D.M. 70/2015
Il Comitato ricorda che l’ospedale di Serra San Bruno è classificato come Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata e che, “proprio per questa ragione, deve essere tutelato e rafforzato secondo quanto previsto dal D.M. 70/2015”.
In conclusione, il Comitato auspica che il Gruppo di Lavoro costituito dall’Asp rappresenti “un’opportunità per rilanciare il presidio ospedaliero, valorizzarne le peculiarità e programmare investimenti concreti”, condividendo con il territorio obiettivi e scelte che riguarderanno “una struttura essenziale per tutta l’area montana delle Serre”.
“Il futuro dell’Ospedale San Bruno riguarda un intero territorio e, proprio per questo, merita chiarezza, confronto e piena partecipazione della comunità”, conclude il comunicato.



