“In queste ore si stanno susseguendo dichiarazioni e prese di posizione sul futuro del Sistema Bibliotecario Vibonese. Comprendiamo la preoccupazione di quanti hanno a cuore il destino di un’istituzione che per decenni ha rappresentato uno dei più importanti presìdi culturali della nostra provincia. Proprio per questo riteniamo doveroso ristabilire alcuni fatti che, nel dibattito di queste ore, sono stati omessi o ricostruiti in maniera parziale”. È quanto affermano il sindaco di Vibo Enzo Romeo e l’assessore al Turismo del Comune di Vibo Valentia Stefano Soriano in un comunicato stampa dedicato alla situazione del Sistema Bibliotecario Vibonese.
“Il Sistema Bibliotecario Vibonese – si legge nella nota – non è un ente del Comune di Vibo Valentia, ma un organismo partecipato da numerosi Comuni del territorio. Le sue decisioni non dipendono dal sindaco di Vibo Valentia né dall’amministrazione comunale del capoluogo, ma dall’Assemblea dei sindaci e dagli organi consortili. Attribuire esclusivamente al Comune di Vibo Valentia la responsabilità della situazione attuale significa offrire ai cittadini una lettura semplicistica e non corrispondente alla realtà”.
La presidenza Romeo e il confronto con la Regione
Nel comunicato ricordato il ruolo assunto dal sindaco Romeo nella gestione della fase più delicata dell’ente. “Quando il sindaco Enzo Romeo ha accettato di assumere la presidenza del Sistema Bibliotecario lo ha fatto esclusivamente per senso delle istituzioni. È bene ricordare che quell’incarico è stato assunto in una fase nella quale nessun altro amministratore aveva manifestato la disponibilità a guidare l’ente. Non si è trattato di una scelta di prestigio, ma di un atto di responsabilità per evitare che il Sistema restasse privo di una guida”.
Secondo quanto riportato dall’amministrazione, “fin dal suo insediamento, il presidente Romeo ha immediatamente aperto un’interlocuzione con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e diversi dirigenti regionali, rappresentando la gravità della situazione economica e gestionale del Sistema Bibliotecario e chiedendo un coinvolgimento della Regione per individuare una soluzione strutturale”.
“A quella interlocuzione, tuttavia, non sono seguiti interventi concreti in grado di affrontare le criticità dell’ente e le uniche proposte arrivate dalla Regione erano quelle di cercare di programmare un piano di rientro per i debiti che il Sistema aveva nei confronti della Regione che ammontano a poco più di 100.000 euro”.
“Assemblea dei sindaci ferma per mancanza del numero legale”
“Parallelamente, il presidente Romeo ha cercato di portare all’attenzione dell’Assemblea dei sindaci diverse proposte per costruire un percorso condiviso di rilancio del Sistema, compresa la possibilità di richiedere un intervento straordinario della Regione. Tuttavia – prosegue il comunicato – dopo le sedute iniziali in cui si è discusso in modo costruttivo della situazione del SbV, nelle ultime sedute convocate l’Assemblea non ha neppure potuto riunirsi regolarmente a causa della ripetuta mancanza del numero legale. È un fatto oggettivo. In assenza dell’Assemblea, nessun presidente può deliberare, assumere decisioni o avviare formalmente un percorso di risanamento”.
“Le dimissioni di Romeo non sono una fuga dalle responsabilità”
L’amministrazione respinge anche le critiche sulle dimissioni del primo cittadino. “Non rappresentano una fuga dalle responsabilità, anche perché la situazione attuale è la stessa nella quale ci si è trovati al momento dell’insediamento. Di quella situazione né il Sindaco, né l’assessore alla cultura, né tantomeno questa amministrazione hanno alcuna responsabilità. Situazione che è rimasta cristallizzata nel tempo”.
La proposta del commissario
Nel comunicato viene inoltre accolta positivamente la proposta dell’onorevole Vito Pitaro relativa alla nomina di un commissario. “Accogliamo con favore la proposta avanzata dall’on. Vito Pitaro, che individua nella nomina di un commissario uno strumento utile per accompagnare il risanamento del Sistema Bibliotecario Vibonese. È una proposta seria, che va nella direzione dell’interesse generale”. Secondo il Comune, però, “questa ipotesi non nasce oggi, in quanto si tratta della stessa soluzione che il presidente Romeo aveva già individuato e che da diverse sedute tenta di sottoporre all’esame dell’Assemblea dei sindaci. Purtroppo, proprio l’assenza del numero legale ha impedito qualsiasi deliberazione”.
“La cultura non è fallita: abbiamo rilanciato Teatro ed eventi”
L’amministrazione comunale interviene anche sulle accuse relative alle politiche culturali. “Respingiamo, inoltre, con convinzione il tentativo di far coincidere le difficoltà del Sistema Bibliotecario con un presunto fallimento delle politiche culturali dell’amministrazione comunale. I fatti raccontano una realtà completamente diversa. In poco più di un anno questa amministrazione ha restituito alla città il Teatro Comunale dopo anni di chiusura, ha costruito una programmazione culturale stabile, ha rilanciato eventi di rilievo regionale e nazionale, sta cercando di valorizzare, tra mille difficoltà, il patrimonio storico, archeologico e museale e ha rimesso la cultura al centro dell’azione amministrativa”.
“È storia che fino nelle passate legislature l’assessorato alla cultura venisse assegnato quasi come contentino mentre oggi, a detta delle opposizioni, tutti o quasi tutti i problemi della città sono da ascrivere all’assessorato alla cultura. Questo ci gratifica perché significa che il nostro lavoro, quello del sindaco Romeo che ha sempre creduto nel valore della cultura per Vibo Valentia, non sta passando inosservato come purtroppo è passato quello di altri”.
Gli attacchi a Forza Italia e Cuore Vibonese
Nel comunicato viene poi contestata la posizione di FI. “Sorprende leggere il comunicato di Forza Italia, che oggi tenta di attribuire all’attuale amministrazione il fallimento del Sistema Bibliotecario. È una ricostruzione che dimentica un elemento essenziale: fino a due anni fa Forza Italia rappresentava la principale forza politica alla guida della città e, proprio durante quella stagione amministrativa, furono assunte decisioni che certamente non hanno contribuito alla salvaguardia del Sistema Bibliotecario Vibonese ed anzi hanno determinato l’avvio alla chiusura del Sistema. Mi riferisco alla scelta di procedere con lo sfratto della sede del Sistema e all’avvio di un contenzioso giudiziario nei confronti dell’ente”.
Un passaggio dedicato anche al gruppo Cuore Vibonese. “Il diritto di critica appartiene a ogni forza di opposizione ed è parte integrante della dialettica democratica. Tuttavia, la credibilità delle critiche passa anche attraverso la coerenza del proprio percorso amministrativo. Nella precedente consiliatura, infatti, un esponente di Cuore Vibonese, già città Futura, ha ricoperto l’incarico di assessore con delega alla Cultura nell’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo”.
“Serve collaborazione, non nuovi scontri”
In conclusione, l’amministrazione ribadisce la necessità di un lavoro comune. “Oggi il Sistema Bibliotecario Vibonese non ha bisogno di nuovi scontri politici né di una gara a individuare colpevoli. Ha bisogno che tutti i Comuni partecipino alle assemblee, che la Regione assuma il ruolo che le compete, che le forze politiche collaborino e che si costruisca finalmente un percorso condiviso di risanamento e rilancio. La cultura non si difende con i comunicati stampa, ma con la presenza nelle sedi istituzionali, con il coraggio delle scelte e con il senso di responsabilità. Il Comune di Vibo Valentia continuerà a fare la propria parte con serietà, trasparenza e spirito istituzionale, nella consapevolezza che il futuro del Sistema Bibliotecario Vibonese riguarda l’intera provincia. Le istituzioni si giudicano per la loro capacità di risolvere i problemi, non per il numero delle polemiche che alimentano. È tempo che tutti facciano la propria parte”.



