Pizzo ricorda i Caduti del mare: a Timpa Janca l’omaggio dei Carabinieri al brigadiere Gaetano Miscia

La commemorazione a Pizzo Marina e poi la cerimonia al cippo di Timpa Janca, nel luogo della tragedia della petroliera Santa Lucia dove nel 1981 il militare dell’Arma perse la vita durante un’operazione di soccorso

La memoria dei Caduti e delle vittime del mare è tornata questa mattina a Timpa Janca, nel punto della costa vibonese legato alla tragedia che il 16 novembre 1981 costò la vita al brigadiere dei Carabinieri Gaetano Miscia. È stato qui, davanti al cippo che ricorda il militare dell’Arma, che si è concluso il momento commemorativo dedicato al suo sacrificio, con la deposizione di una corona da parte dei Carabinieri.

La cerimonia è stata inserita nelle celebrazioni organizzate a Pizzo Marina dalla Confraternita Maria Santissima Addolorata per ricordare i Caduti e le vittime del mare. La mattinata si è aperta con l’alzabandiera, alla presenza di autorità civili e militari, associazioni, confraternite, Terz’Ordini secolari e gruppi di preghiera, ed è proseguita con la Santa Messa solenne e la commemorazione delle vittime del mare. Successivamente il simulacro della Beata Vergine Addolorata è stato portato in processione fino alla costa, dove sono state benedette le corone e una di esse è stata deposta in mare, alla presenza dei mezzi navali della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco.

A Timpa Janca il ricordo di Miscia

Il momento più direttamente legato alla storia del brigadiere Miscia si è svolto però a Timpa Janca, lungo la ex S.S. 522, davanti al cippo che ne custodisce la memoria. La deposizione della corona è stata un’iniziativa dei Carabinieri, con la partecipazione di una rappresentanza dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri e del Comando provinciale di Vibo Valentia. Alla cerimonia ha preso parte anche un rappresentante dell’Amministrazione comunale di Pizzo con la fascia tricolore. Un omaggio sobrio, nel luogo stesso in cui, quasi 45 anni fa, si consumò la tragedia. Perché è proprio davanti a quel cippo che la storia di Gaetano Miscia torna a incrociare quella della “Santa Lucia”, la petroliera che quella mattina del 16 novembre 1981, dopo aver rotto gli ormeggi a causa delle condizioni proibitive del mare, finì incagliata a circa quaranta metri dalla riva, proprio nella zona di Timpa Janca.

Il tentativo di salvare due uomini

Le operazioni di soccorso scattarono immediatamente. I Vigili del Fuoco riuscirono a portare in salvo dieci componenti dell’equipaggio attraverso una fune tesa dalla nave alla terraferma. A bordo rimasero però il comandante e il primo ufficiale. Il peggioramento delle condizioni del mare rese impossibile proseguire il recupero da terra. La Capitaneria di Porto chiese quindi l’intervento dell’allora Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Vibo Valentia. Decollò un AB-205 con a bordo il capitano Claudio Santoliquido, primo pilota, il brigadiere Flavio Mancini e il brigadiere Gaetano Miscia, specialista montatore. Raggiunta la verticale della petroliera, Miscia tentò di calare una scaletta di corda per consentire il recupero dei due uomini rimasti a bordo.

Durante la delicata manovra, verosimilmente a causa di una violenta folata di vento, la parte posteriore dell’elicottero urtò il ponte della petroliera. Il velivolo si girò su sé stesso e precipitò in mare.

Il capitano Santoliquido e il brigadiere Mancini riuscirono a tornare in superficie e furono tratti in salvo. Miscia, invece, risultò disperso. Le ricerche proseguirono per tre giorni, fino al ritrovamento del suo corpo da parte dei sommozzatori.

Quel cippo davanti al mare

Il brigadiere Gaetano Miscia morì nel tentativo di raggiungere due uomini che stavano rischiando la vita. Oggi, davanti al cippo di Timpa Janca, i Carabinieri hanno voluto riportare quella storia nel luogo in cui tutto accadde. È questo il significato più concreto della cerimonia: non soltanto ricordare un militare caduto in servizio, ma mantenere visibile il legame tra la sua memoria e quella costa. A distanza di quasi quarantacinque anni, Timpa Janca continua così a raccontare il sacrificio di Gaetano Miscia, morto durante un’operazione di soccorso mentre cercava di salvare altre vite.

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