La morte di Andrea, 23 anni, ha lasciato una ferita profonda nella comunità vibonese. A intervenire sul tema della sicurezza stradale è la consigliera comunale del Gruppo Misto Antonella Petracca, che invita le istituzioni a non limitarsi al cordoglio e chiede un confronto concreto sui punti della città maggiormente esposti al rischio.
“Da donna, da mamma, da zia e da consigliera comunale, faccio fatica a metabolizzare una tragedia che ha spezzato così presto una giovane vita”, afferma Petracca, che rivolge il primo pensiero alla famiglia del giovane. “Il mio primo pensiero va alla sua famiglia, ai suoi genitori e a tutti coloro che oggi stanno vivendo un dolore impossibile da spiegare. Non intendo puntare il dito contro nessuno, né entrare nel merito delle responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti”.
“Morire sulla strada non può diventare una normalità”
Per la consigliera, però, il cordoglio non può rappresentare l’unica risposta. “Proprio per rispetto verso Andrea credo che oggi non possiamo limitarci al cordoglio. Morire sulla strada non può diventare una normalità alla quale abituarsi”. Petracca ricorda quindi le segnalazioni effettuate negli ultimi sei mesi in Consiglio comunale. “Da quando sono entrata in Consiglio comunale da sei mesi ho più volte segnalato criticità legate alla sicurezza stradale in diversi punti della città, chiedendo che il tema fosse affrontato nelle sedi istituzionali e con il necessario supporto tecnico della Polizia Locale”.
Tra le arterie indicate cita “viale Alcide De Gasperi, via Senatore Parodi ecc. e via Popilia”, sottolineando la presenza di “attraversamenti pedonali, curve, visibilità ridotta, traffico e numerose attività commerciali” che, a suo avviso, rendono necessario “un approfondimento specifico sulle condizioni di sicurezza”.
“Individuare i punti di possibile rischio”
La consigliera precisa di non voler stabilire a posteriori responsabilità o soluzioni già definite. “Non significa stabilire oggi che una determinata soluzione sia quella giusta o che un incidente fosse prevedibile. Significa semplicemente fare ciò che dovrebbe fare un’amministrazione: individuare i punti di possibile rischio, studiarli e intervenire preventivamente laddove necessario”. È in questo contesto che Petracca richiama la richiesta, reiterata da circa sei mesi, di un confronto con il Comandante della Polizia Locale Bruzzese nelle Commissioni consiliari competenti.
“Una richiesta che ho rinnovato anche giovedì 6 agosto, in Seconda Commissione, e non sortendo effetto, nuovamente venerdì 7 agosto”, spiega, chiedendo che la questione venga valutata e portata all’attenzione dei soggetti istituzionali competenti, “quali Presidente della commissione, Presidente del consiglio, Segretario generale trasparenza e anticorruzione e Sindaco Romeo”.
“Perché dobbiamo aspettare ancora?”
Petracca si riferisce quindi alle notizie relative alle possibili soluzioni per rendere più sicura l’arteria interessata dalla tragedia. “In queste ore leggo che, dopo quanto accaduto, si stanno valutando possibili soluzioni per rendere più sicura l’arteria e che il sindaco Enzo Romeo e il Comandante della Polizia Locale starebbero approfondendo le alternative, con l’intenzione di fare il punto dopo Ferragosto”. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: “Se il problema era già stato segnalato, perché dobbiamo aspettare ancora?”. “Non chiedo annunci e non chiedo che si realizzino opere senza le necessarie verifiche tecniche e normative. Chiedo che si lavori”, precisa la consigliera.
Tra le soluzioni da valutare indica il “miglioramento dell’illuminazione e della segnaletica, sistemi di controllo della velocità, semafori a chiamata, attraversamenti pedonali rialzati con moduli prefabbricati e elementi cromatici giallo/neri ad alto contrasto e rifrangenzinterventi sulla visibilità, moderazione della velocità e ogni altro dispositivo tecnicamente compatibile con la classificazione della strada”. Petracca chiede inoltre “una mappatura degli attraversamenti pedonali più pericolosi della città”, basata su “dati, incidentalità, velocità, visibilità e flussi di traffico e pedonali”.
“Non è polemica. È trasparenza”
Nel caso in cui determinate soluzioni non possano essere adottate per vincoli tecnici o normativi, la consigliera chiede che tali ragioni vengano spiegate. “Se determinate soluzioni non possono essere adottate su una specifica arteria perché esistono vincoli normativi o tecnici, allora è altrettanto doveroso spiegare quali siano questi vincoli e risorse economiche procacciate e sulla base di quali criteri siano stati invece già realizzati peraltro di recentemente interventi analoghi in altri punti della città, tra cui a poca distanza dal luogo della tragedia e in prossimità della sede del comando dei vigili del fuoco”.
“Non è polemica. È trasparenza”, ribadisce Petracca, collegando la questione anche al ruolo delle Commissioni consiliari. “Le Commissioni non possono essere soltanto un passaggio formale: devono essere luoghi nei quali consiglieri, tecnici e responsabili degli uffici si confrontano per comprendere i problemi e individuare soluzioni”.
“Prevenire prima che diventi emergenza”
La consigliera rivendica quindi il ruolo che intende esercitare all’interno dell’assemblea cittadina. “Quando sono entrata in Consiglio comunale ho detto che avrei voluto essere la voce di chi voce non ha. Per me non era uno slogan”. “Significa ascoltare i cittadini, osservare il territorio, raccogliere le loro segnalazioni e portarle dentro le istituzioni. Significa anche avere il coraggio di sollevare questioni che magari non fanno notizia quando vengono segnalate, ma che potrebbero diventare drammatiche se ignorate”. Il tema, secondo Petracca, riguarda il principio stesso della prevenzione. “Noi amministratori abbiamo il dovere di prevenire. Non possiamo pensare che ogni problema debba diventare emergenza e che ogni emergenza debba trasformarsi in tragedia prima di diventare una priorità”.
“Andrea non può tornare indietro”
Infine, un passaggio dedicato alla memoria di Andrea e alla necessità di trasformare il dolore in un impegno concreto. “Andrea non può tornare indietro. Ma possiamo fare in modo che la sua morte non venga semplicemente aggiunta all’elenco delle tragedie della strada che, giorno dopo giorno, rischiamo di leggere con sempre maggiore assuefazione”. “Io non voglio abituarmi. E non dobbiamo abituarci”, afferma Petracca. “Per questo continuerò a fare la mia parte con rispetto, senza puntare il dito contro nessuno, ma con la fermezza necessaria a chiedere risposte e soluzioni”.
La consigliera conclude ribadendo la propria disponibilità all’ascolto dei cittadini e la necessità di agire prima che si verifichino altre tragedie: “A noi spetta il compito di trovare una soluzione, anche quando le criticità sono tante e magari vengono da lontano. Serve il coraggio delle azioni. E, soprattutto, serve che quel coraggio arrivi prima, non dopo”.
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