Dall’inizio dell’anno, la Calabria ha contato più di un morto sul lavoro ogni 15 giorni. Solo poche ore fa, il decesso di un meccanico 31enne, schiacciato sotto il peso dell’auto a cui stava lavorando. Un bilancio drammatico a cui si aggiungono le decine di feriti.
La posizione di Mariaelena Senese, segretaria generale della UIL Calabria, è netta: “È una conta agghiacciante, è un dramma continuo che lacera famiglie. Mentre l’Europa costruisce modelli per tutelare la salute e l’incolumità dei lavoratori, l’Italia e – ahimè – soprattutto la Calabria non si occupano davvero di un tema il cui impatto sociale è devastante”.
La campagna
La UIL, da anni, è impegnata nella campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”. In Calabria, oltre alle iniziative di sensibilizzazione, il sindacato ha già presentato proposte concrete e provato a stimolare l’azione politica della Regione. Tuttavia, nonostante le sollecitazioni relative all’esigenza di rendere operativo il Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, da mesi non si ha riscontro pratico: “Riteniamo necessario realizzare un portale regionale unico della formazione, capace di certificare digitalmente ogni percorso formativo e rendere ogni attestato immediatamente consultabile e verificabile durante le attività ispettive. La formazione sulla sicurezza – spiega ancora Senese – deve essere reale, tracciabile e verificabile, non ridursi al semplice rilascio di un attestato. Deve diventare prevenzione concreta, perché sulla sicurezza non basta certificare, bisogna garantire competenze capaci di salvare vite”.
A questi strumenti, la UIL Calabria affianca ora una mozione più ampia, che punta a diventare la proposta politica centrale del sindacato sulla sicurezza sul lavoro in Calabria: portare nella regione il principio europeo della Vision Zero, già assunto dalla Commissione europea nel quadro strategico UE 2021-2027: “La modifica recentemente approvata alla Legge regionale sulla sicurezza dei lavoratori non è stata preceduta da un percorso di confronto con le organizzazioni sindacali. Avremmo portato il nostro contributo come l’intenzione di trasformare la Vision Zero europea in una “Vision Zero Calabria”: una legge regionale che porti quel principio sul territorio, declinandolo sulla sicurezza dei lavoratori attraverso strumenti operativi, controllabili e misurabili”, chiarisce la segretaria.
Previsioni
Tra le previsioni della proposta avanzata dalla UIL Calabria, un Piano triennale della sicurezza con obiettivi misurabili per settore; una banca dati unica tra Inail, Asp, Ispettorato, Regione ed enti bilaterali per individuare subito i rischi; un indice di rischio delle imprese per mirare i controlli; premialità negli appalti per chi investe in sicurezza, regole più severe per chi viola le norme; tecnologie di prevenzione anche con IA; un protocollo regionale obbligatorio per il rischio climatico; rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, prevedendo un sistema regionale di segnalazione delle situazioni di rischio e un ruolo strutturato delle parti sociali nel monitoraggio del Piano Vision Zero.
“La Vision Zero europea può rappresentare per la Calabria un modello. Chiediamo che istituzioni, parti sociali e sistema produttivo assumano insieme un impegno preciso: rendere la tutela della vita il primo indicatore della qualità del lavoro e dello sviluppo della nostra regione”, conclude Senese.
Tragico incidente sul lavoro: meccanico di 31 anni muore schiacciato da un’auto




