Palazzo Luigi Razza, tornano le tensioni attorno al capo di Gabinetto: indiscrezioni e un post che riaccende il caso

A Vibo tornano a circolare voci su possibili frizioni nella maggioranza, mentre un lungo racconto pubblicato da Gianpiero Menniti sui social alimenta interrogativi sul suo significato

Tornano le fibrillazioni a Palazzo Luigi Razza, sede del Comune di Vibo Valentia. Al centro delle indiscrezioni di Ferragosto ci sarebbe ancora una volta il rapporto tra il sindaco Enzo Romeo, le forze della maggioranza e il capo di Gabinetto Gianpiero Menniti, figura che il primo cittadino aveva scelto nel marzo dello scorso anno, sfidando le forti perplessità che quella nomina aveva provocato dentro e fuori la coalizione.

La scelta aveva infatti suscitato reazioni politiche significative, soprattutto all’interno del Pd, oltre che da parte delle opposizioni. Una vicenda che sembrava essersi progressivamente raffreddata e che oggi, secondo voci che circolano negli ambienti politici e amministrativi, tornerebbe invece a produrre qualche tensione. Per ora, però, è bene mantenere i fatti separati dalle indiscrezioni: non risultano conferme ufficiali di una nuova frattura politica legata a Menniti, né dichiarazioni pubbliche che consentano di parlare di uno scontro in atto. Si tratta dunque di un clima raccontato attraverso voci di palazzo, che andrà verificato nei prossimi giorni.

Il post che fa riflettere e discutere

A riaccendere l’attenzione ha contribuito anche un lungo scritto pubblicato dallo stesso Menniti sulla propria pagina Facebook, dal titolo “Racconti dal sottosuolo – La sadica”. Un testo complesso, nel quale l’autore racconta una relazione segnata da dinamiche di dominio e sottomissione, da conflitti familiari, accuse, presunti complotti (contro di lui?) e da una vicenda destinata, secondo il racconto, ad approdare davanti a un tribunale. Il punto più significativo, al di là della vicenda narrata, è il tema scelto: il potere esercitato sull’altro, la manipolazione, la delegittimazione, il conflitto e la ricerca della verità. Menniti insiste più volte sulla contrapposizione tra chi domina (chi domina il Palazzo?) e chi viene dominato, fino ad arrivare alla frase secondo cui “il male non ha bisogno di ragioni, gli basta un pretesto” e alla conclusione affidata alla necessità di accertare la verità.

Un messaggio politico? Non ci sono elementi per dirlo

È inevitabile chiedersi se il racconto contenga anche un riferimento, più o meno indiretto, alla sua esperienza personale o professionale. Ma dal testo, preso isolatamente, non è possibile affermarlo. Menniti non cita il Comune, il sindaco Enzo Romeo, la maggioranza, il Pd, Palazzo Luigi Razza o alcun esponente politico. L’eventuale collegamento con le attuali presunte tensioni politiche, quindi, resta una chiave di lettura e non un fatto. Certo è che la scelta di pubblicare proprio in questi giorni un racconto incentrato su rapporti di potere, accuse, complotti, sofferenza e delegittimazione può prestarsi a diverse interpretazioni.

E proprio per questo il post ha attirato l’attenzione degli ambienti politici vibonesi. Se sia soltanto un racconto giornalistico-letterario, come Menniti lo presenta, oppure contenga anche riferimenti personali a vicende che lo riguardano, sarà eventualmente lui stesso a chiarirlo. Intanto, a Palazzo Luigi Razza, le voci tornano a girare. E ancora una volta il nome del capo di Gabinetto finisce dentro una partita politica che, almeno ufficialmente, nessuno per ora dichiara di voler giocare.

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