Il commercio cittadino finisce al centro di un scontro durissimo in Consiglio comunale tra il consigliere Giuseppe Cutrullà (Cuore Vibonese) e l’assessore al Commercio e al Bilancio Caterina De Luca. La domanda dell’opposizione è precisa: quali azioni concrete sono state adottate nei due anni di mandato, quali risorse sono state impegnate e quali saranno destinate al settore nei prossimi anni? “Dopo due anni e mezzo non si può venire in Aula e pensare ancora a quello che ha fatto o non ha fatto la precedente amministrazione”, ha contestato Cutrullà.
La risposta dell’assessore
De Luca ha ricordato di essere stata nominata nel febbraio 2026 e ha rivendicato il confronto con commercianti e associazioni di categoria, indicando tra le misure adottate la definizione agevolata dei carichi tributari affidati alla Soget. Ha quindi richiamato la crisi nazionale del commercio, aggravata a Vibo da spopolamento, riduzione dei consumi, canoni elevati e problemi di sicurezza. Una risposta che non ha convinto l’opposizione, soprattutto sui dati relativi alle nuove partite Iva e sull’effettivo sostegno alle attività dei due principali corsi cittadini.
Fuori traccia
Cutrullà ha attaccato frontalmente: “Quando c’è una traccia occorre rimanere all’interno della traccia. Oggi l’assessore è fuori traccia”. Secondo il consigliere, De Luca avrebbe fornito dati generali senza indicare interventi e risorse specificamente destinati al commercio vibonese. Lo scontro si è poi spostato sull’ex assessore Soriano e sul presunto mancato passaggio di consegne. “Questo è un dato certificato”, ha affermato Cutrullà, contestando anche la conoscenza delle precedenti iniziative e delle risorse impiegate.
Il presidente prova a calmare gli animi
Il presidente del Consiglio ha dovuto più volte richiamare i protagonisti a non interrompersi. Cutrullà ha quindi ribadito: “Oggi esco da questa stanza senza una risposta”, contestando l’assenza di indicazioni puntuali su risorse e interventi futuri. De Luca ha replicato che il Comune non può risolvere da solo una crisi di dimensione nazionale e ha indicato come direttrici “regolare, semplificare, censire, accompagnare, mettere in rete e creare opportunità”. Il commercio resta dunque sul tavolo, ma il Question Time ha lasciato soprattutto il segno di uno scontro politico dai toni insolitamente duri.



