È stato trovato carbonizzato all’interno di un’auto in fiamme, nella notte del 3 agosto scorso, in località Ciaramiti di Ricadi. Quello che inizialmente poteva apparire come un gesto estremo assume ora contorni completamente diversi. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha infatti aperto un procedimento penale per omicidio e distruzione di cadavere, al momento a carico di ignoti.
L’autopsia cambia lo scenario
A far cambiare direzione alle indagini sono stati l’esame autoptico sulla salma e gli elementi investigativi successivamente raccolti. Circostanze che, secondo quanto comunicato dalla Procura, “fanno dubitare dell’ipotesi suicidaria”. Da qui l’iscrizione del procedimento per omicidio e distruzione di cadavere. A lanciare l’allarme erano state alcune persone del posto. Sul luogo erano intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tropea e i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Ricadi, impegnati nello spegnimento dell’incendio e nella messa in sicurezza dell’autovettura.
Carabinieri e Ris al lavoro
Gli accertamenti sono proseguiti con i sopralluoghi della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e del Ris di Messina. L’area del ritrovamento è stata posta sotto sequestro e sottoposta a una serie di verifiche alla ricerca di elementi utili a ricostruire quanto accaduto. Gli investigatori stanno inoltre esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona. Un’attività che potrebbe contribuire a stabilire cosa sia avvenuto nelle ore precedenti e successive al ritrovamento dell’auto.
Perquisizioni e accertamenti sulla vita della vittima
Sono state effettuate diverse perquisizioni nell’abitazione dell’uomo, alla ricerca di qualsiasi elemento in grado di chiarire la dinamica dei fatti. La Procura precisa che, allo stato, gli approfondimenti riconducono la vicenda all’ambito personale e relazionale della vittima. È proprio sul passato dell’uomo che si stanno concentrando parte degli accertamenti investigativi. Un quadro ancora da ricostruire, mentre la Procura procede contro ignoti e mantiene aperta la pista dell’omicidio.
Il dato giudiziario, al momento, è netto: non si indaga più soltanto sulle circostanze di una morte avvenuta dentro un’auto incendiata, ma su una possibile uccisione seguita dalla distruzione del cadavere. Saranno gli accertamenti ancora in corso a stabilire se questa ipotesi troverà conferma.



