Le dimissioni di Gianpiero Menniti da capo di Gabinetto del sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, aprono un nuovo fronte politico attorno a Palazzo Luigi Razza. Dopo la lettera con la quale Menniti ha spiegato di aver lasciato l’incarico dopo aver appreso di essere indagato per fatti riguardanti la propria persona e la sfera familiare, arriva adesso la presa di posizione di Marcella Murabito, segretaria provinciale di Rifondazione comunista ed ex candidata a sindaco di Vibo Valentia alle ultime elezioni amministrative.
Murabito sceglie i social per spostare il fuoco della discussione. Non entra nel merito dei fatti personali e giudiziari che riguardano l’ex capo di Gabinetto, ma sostiene che il tema centrale, a suo giudizio, sia un altro: la legittimità, la trasparenza e le motivazioni che portarono alla nomina di Menniti, oltre alla gestione delle informazioni relative all’incarico. “Più che i fatti pruriginosi a sfondo sadomasochisti finiti sotto la lente del giudice penale – scrive Murabito – sarebbe interessante conoscere” una serie di circostanze legate alla nomina e al rapporto tra Menniti e il sindaco.
“Quali collegamenti tra Romeo e Menniti?”
La prima domanda riguarda proprio il rapporto tra il primo cittadino e il suo ex collaboratore. Murabito chiede “quali sono i collegamenti tra sindaco e segretario particolare, talmente forti e radicati da “imporre” alla propria maggioranza, all’amministrazione comunale e alla cittadinanza tutta la nomina di un soggetto totalmente estraneo alla PA”. Un passaggio nel quale l’esponente di Rifondazione torna su una polemica che aveva accompagnato la scelta di Menniti, arrivata dopo una procedura caratterizzata da tre bandi pubblici e già contestata da una parte della maggioranza e dalle opposizioni.
Murabito solleva quindi interrogativi sul curriculum dell’ex capo di Gabinetto, chiedendo “quali siano le università presso le quali ha ottenuto le prestigiose 3 lauree e quale l’azienda presso la quale ha prestato i dieci anni di servizio”. Sono domande che l’esponente politica pone pubblicamente, senza che nel suo intervento vengano prodotti elementi tali da dimostrare irregolarità nel curriculum o nella procedura di nomina. Proprio per questo, il punto diventa quello della trasparenza documentale e della possibilità per cittadini e consiglieri di verificare gli atti.
La trasparenza e l’”amministrazione trasparente”
È su questo terreno che Murabito concentra una parte consistente della sua critica. Nel mirino finiscono le pubblicazioni sul sito istituzionale del Comune. “Quali verifiche in merito abbia doverosamente fatto l’amministrazione comunale vibonese, nella persona del segretario comunale Scuglia, non è dato sapere – sostiene – poiché nulla è stato pubblicato nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale, nonostante il D.lgs. 33/2013 lo preveda obbligatoriamente”. Anche in questo caso si tratta di una contestazione che dovrà essere verificata sugli atti e sulle effettive pubblicazioni dell’ente. Murabito chiede però che siano proprio gli organismi comunali competenti a fare chiarezza e a colmare, qualora esistano, eventuali omissioni. E chiama direttamente in causa anche il segretario comunale e il nucleo di valutazione, chiedendo “se vorranno provvedere a far sanare tutte le omesse pubblicazioni” relative, tra l’altro, a curriculum, compensi e nomine, prima di un’eventuale segnalazione all’Anac.
“I consiglieri hanno verificato gli atti?”
La domanda si sposta quindi sulla politica. Murabito chiama in causa i consiglieri comunali, sia di maggioranza sia di opposizione, chiedendo se qualcuno abbia realmente esercitato gli strumenti di controllo. “Chissà se dei numerosi e qualificati consiglieri comunali ce ne sia stato almeno uno che abbia chiesto ed ottenuto accesso agli atti e verificato la legittimità della nomina”, scrive, domandandosi se invece ci si sia limitati “alla sola folkloristica dichiarazione mediatica”. È un’accusa politica precisa: non basta contestare una nomina sui giornali o sui social, occorre andare a verificare le carte. Ed è proprio su questo punto che Murabito chiede adesso una risposta pubblica.
La domanda al sindaco e quella alla Corte dei Conti
Il destinatario principale delle domande resta Enzo Romeo. “Chissà se Enzo Romeo sindaco vorrà cogliere l’occasione per fare finalmente chiarezza su questa ambigua ed indigesta nomina”, scrive la segretaria provinciale di Rifondazione Comunista.




