Una serata di intensa partecipazione, riflessione sociale e culturale, quella che nel tardo pomeriggio di ieri, in piazza Marconi, ad Acquaro, ha chiuso il lungo cartellone di eventi estivi con la presentazione dell’opera prima di Maria José Rottura, “L’urlo del silenzio”, una raccolta poetica e narrativa che ha attratto i presenti, aprendo uno spaccato crudo ma appassionato sulle fragilità dell’animo umano e sui disagi del tempo presente, fatto anche di una deleteria “Babele” social mediatica. L’evento è stato promosso dall’amministrazione locale, guidata da Giuseppe Barilaro, e ha visto un dialogo profondo e introspettivo tra l’autrice e il giornalista Pietro Comito, con l’introduzione e le conclusioni da parte del primo cittadino. Ad arricchire la serata la lettura toccante di alcuni brani a cura di Simona Corrado, Cetta Caporale e della stessa autrice.
Il valore liberatorio della scrittura
Al centro del dibattito, il valore liberatorio e la potenza espressiva della scrittura di Maria José Rottura, che rispondendo a una domanda di Pietro Comito, ha rivelato come l’opera sia intrisa di vissuto personale e componenti autobiografiche ed emotive. Tra i passaggi più toccanti, la lettura del brano Cocci, una cruda denuncia contro l’orribile piaga della pedofilia e della violenza sui minori, ispirata da una storia vera. “Argomenti di cui bisogna parlare – ha affermato la ventitreenne – per far capire che i mostri esistono”.
Una psiche complessa e i grandi temi della vita
Nel proseguire dell’incontro è emersa una psiche complessa e tormentata, ma aperta e feconda, attratta dai grandi temi della vita, dal senso dell’invidia fino ad arrivare alla visione della morte intesa non solo come timore, ma anche livellatrice delle diseguaglianze e luogo di pace universale. Un talento, quello di Maria José, è emerso, influenzato da letture controcorrente e che ricorre alla forza di un linguaggio nitido, crudo e concreto, senza sdolcinate metafore.
L’invito ai giovani a credere nel proprio percorso
Durante uno dei suoi interventi Pietro Comito ha sottolineato l’eccezionale carica narrativa dell’opera, capace di trasformare i sentimenti in carne e parole vive, con l’invito all’autrice e ai giovani di questa terra meravigliosa e amara in generale a proseguire con tenacia nel percorso scelto, credere in sé stessi e non arrendersi. Comito ha poi allargato la visuale al ruolo del giornalismo e della cultura, strumenti indispensabili per raccogliere il meglio da realtà territoriali complesse, valorizzando le storie che sanno fare luce su ciò che spesso rimane ingiustamente nell’ombra.
Trattenere i talenti per contrastare lo spopolamento
In conclusione l’invito al sindaco a una riflessione sul tema di “Trattenere i talenti per invertire la rotta dello spopolamento”. «Il tema centrale per le istituzioni oggi – ha evidenziato Barilaro – è come tornare a essere attrattivi. Non dobbiamo fare un dramma o limitarci al lamento, ma far emergere tutto ciò che di positivo la presenza umana e soprattutto giovanile può offrire.
Poco prima di un piccolo buffet di dolci, la serata si è conclusa con un omaggio floreale ad una visibilmente commossa Maria José, a testimonianza di come la bellezza delle idee e la forza della letteratura possano ancora rappresentare una bussola e un motivo d’orgoglio.





