Ancora una volta il Consiglio comunale di Vibo Valentia si ferma prima ancora di entrare nel merito delle questioni. La maggioranza abbandona l’Aula, viene meno il numero legale e due proposte dell’opposizione, sottoscritte da Cuore Vibonese, Forza Italia, Identità Territoriale, Insieme al Centro, Fratelli d’Italia e dalla consigliera del gruppo Misto Antonella Petracca, restano senza discussione.
All’ordine del giorno c’erano due argomenti tutt’altro che secondari: gli asili nido, già al centro dello scontro politico delle ultime settimane, e l’istituzione di un Polo universitario a Vibo Valentia, tema che investe direttamente le prospettive della città e dei suoi giovani. Nessuna bocciatura, nessun voto contrario, nessun confronto. Semplicemente, il Consiglio non ha potuto discutere.
Il numero legale come via di fuga
La questione, secondo i gruppi di opposizione, assume ormai una dimensione politica precisa. Il numero legale non può trasformarsi in uno strumento per evitare il confronto in Aula. Una maggioranza può respingere una proposta, modificarla, contestarla o sostituirla con una propria soluzione. Ma deve farlo assumendosi la responsabilità politica davanti ai cittadini.
Particolarmente delicata la vicenda dell’ordine del giorno sugli asili nido. Dopo che nella precedente seduta la maggioranza aveva respinto la richiesta di urgenza e dopo le successive prese di posizione pubbliche contro i contenuti della proposta, oggi ci sarebbe stata l’occasione per affrontare finalmente la questione nel merito.
Asili nido, confronto negato
L’opposizione intendeva chiarire che non veniva chiesta l’apertura della struttura di Moderata Durant prima del collaudo, arrivato proprio in questi ultimi giorni, ma l’avvio delle procedure per individuare il futuro gestore, subordinando ogni effetto concreto al completamento di tutti gli adempimenti necessari. Anche questo confronto, però, non c’è stato.
E identica sorte è toccata alla proposta sul Polo universitario. Un progetto che, al di là delle appartenenze politiche, riguarda una prospettiva strategica per Vibo Valentia, la formazione dei giovani e la capacità della città di costruire occasioni per trattenere competenze e nuove generazioni.
Due temi, una sola risposta
Due temi diversi, dunque, ma un’unica conclusione: l’Aula è rimasta senza confronto. Ed è proprio questa la contraddizione che l’opposizione mette sotto accusa: una maggioranza che dovrebbe governare e discutere sembra invece comportarsi, almeno in questa occasione, come se il Consiglio comunale fosse ancora in vacanza.
Al termine della seduta, i gruppi di opposizione hanno consegnato formalmente al presidente del Consiglio un documento nel quale denunciano il comportamento reiterato e chiedono che vengano tutelate le prerogative dei consiglieri e il corretto funzionamento dell’Assemblea. Nel documento viene inoltre prospettata la possibilità di interessare della vicenda anche il prefetto, a tutela del ruolo dei consiglieri di minoranza.
L’opposizione: si voti non si scappi
La contestazione è netta: se la maggioranza ritiene sbagliato l’ordine del giorno sugli asili nido, lo dica e lo voti. Se considera il Polo universitario non prioritario, lo spieghi alla città e voti contro. Se dispone di soluzioni migliori, le porti in Aula. È questo, secondo l’opposizione, il senso del confronto democratico.
Il punto, allora, non è soltanto una seduta andata deserta. È il funzionamento stesso del Consiglio comunale. Perché l’opposizione può perdere una votazione, ma non può essere privata della possibilità di discutere e proporre. E soprattutto non può essere la maggioranza a stabilire, attraverso l’assenza dall’Aula, quali temi Vibo Valentia abbia il diritto di vedere affrontati.
La città, sostengono i consiglieri firmatari, merita una maggioranza capace di governare, discutere e assumersi le proprie responsabilità. Non una maggioranza che, quando il confronto diventa scomodo, sceglie la via più semplice: far mancare il numero legale e rimandare tutto.




