In relazione all’allarme lanciato dal gruppo consiliare Cuore Vibonese sugli asili nido comunali (leggi qui), il Gruppo Consiliare del Partito Democratico ritiene indispensabile ristabilire la verità dei fatti. Secondo i consiglieri dem, il comunicato dell’opposizione è “sensazionalistico e, soprattutto, intellettualmente poco onesto”, perché ometterebbe volutamente il dettaglio alla base di una parte significativa delle difficoltà attuali, della rimodulazione delle tariffe e del nuovo modello di gestione: la mancata erogazione delle risorse del Fondo 0-6. “È questo il peccato originale”, scrive il Pd.
Negli anni precedenti, spiega il gruppo consiliare, le risorse pubbliche destinate ai servizi per la prima infanzia contribuivano in maniera significativa alla sostenibilità del servizio e consentivano di mantenere tariffe particolarmente contenute. Oggi quelle risorse non sono state erogate, “e non perché il Comune di Vibo Valentia abbia deciso di rinunciarvi”. La sospensione, precisa il Pd, è collegata alle verifiche sulla rendicontazione degli Ambiti Territoriali Sociali calabresi: l’Ambito Territoriale Sociale di Vibo Valentia avrebbe regolarmente rendicontato le annualità di propria competenza fino all’ultima annualità effettivamente erogata, e non rientrerebbe pertanto tra gli Ambiti ai quali vengono contestate le irregolarità. “Non è un dettaglio. È una parte fondamentale della vicenda che Cuore Vibonese sceglie di non raccontare”, si legge nella nota, che ricorda come anche l’Anci abbia recentemente chiesto lo sblocco del riparto delle risorse per il 2025 e l’avvio del riparto 2026, evidenziando le difficoltà determinate dal mancato trasferimento dei fondi destinati alle politiche per l’infanzia.
I nuovi nidi sono un investimento, non strutture “abbandonate”
Per il Pd, i tre nuovi asili nido di Moderata Durant, Viale della Pace e Vibo Marina rappresentano “un investimento importante” e consentiranno, una volta completati e messi a regime, un aumento sostanziale dell’offerta di posti per la prima infanzia. Tuttavia, sottolinea il gruppo consiliare, un’opera pubblica finanziata dal Pnrr non diventa automaticamente un servizio funzionante nel momento in cui il cantiere è prossimo alla conclusione: prima dell’apertura devono essere completati tutti gli adempimenti necessari, ovvero lavori, collaudi, arredi, accessibilità, consegna dell’immobile, autorizzazione al funzionamento e accreditamento. A Moderata Durant, inoltre, resta da completare la strada di accesso alla struttura, inserita in un diverso intervento di lottizzazione. “Non è un dettaglio: significa garantire un accesso sicuro a bambini, famiglie e operatori”, precisa la nota.
“Bastava lavorare di più”?
Il Pd risponde poi all’ex sindaco, secondo cui sarebbe bastato “un po’ di impegno in più”. La realtà amministrativa, ribatte il gruppo consiliare, è molto più complessa: i tre interventi hanno seguito un lungo iter di progettazione, finanziamento, affidamento e realizzazione che attraversa più amministrazioni. “Nessuno mette in discussione quanto fatto in passato. Ma è scorretto far credere oggi che un’opera pubblica complessa possa essere aperta semplicemente premendo un interruttore”, scrivono i consiglieri dem, ribadendo che un asilo è realmente aperto “quando è finito, collaudato, accessibile, autorizzato, accreditato e dotato di un gestore”.
Le rette: 380 euro non è “la retta per tutti”
Sul fronte tariffario, il Pd definisce fuorviante l’affermazione secondo cui l’amministrazione avrebbe portato le rette “da 120 a 380 euro”. Il nuovo sistema prevede una quota massima che è commisurata e tiene conto della circolare Inps sul bonus asilo nido, al fine di abbattere in alcuni casi totalmente il costo sulle famiglie. La rimodulazione, spiega la nota, deve essere letta anche alla luce della perdita delle risorse pubbliche che in precedenza contribuivano a sostenere il costo del servizio. “Le alternative sono semplici: aumentare il contributo comunale, aumentare la quota delle famiglie oppure ridurre il servizio. Noi stiamo lavorando per garantire sostenibilità, accessibilità e qualità”, afferma il Pd.
Sull’affidamento serve responsabilità
Cuore Vibonese sostiene che si sarebbe dovuta avviare immediatamente la gara per il nuovo nido di Moderata Durant. Per il Pd si tratta di “una possibilità, non un obbligo”: la maggioranza ha ritenuto più corretto predisporre prima tutte le condizioni necessarie e procedere all’affidamento quando la struttura sarà effettivamente disponibile. “Un bando non è uno slogan: è una procedura amministrativa che coinvolge operatori economici, responsabilità contrattuali, tempi e risorse. Non vogliamo un asilo aperto sulla carta. Vogliamo un asilo realmente funzionante”, si legge nella nota.
“All’opposizione chiediamo una cosa semplice”
Il Gruppo Consiliare del Pd chiude il proprio intervento con un appello: “Se davvero l’obiettivo sono le famiglie, chiediamo a Cuore Vibonese e alla già Sindaca Limardo, entrambi vicini a partiti che, almeno ad oggi, sono forze di Governo alla Cittadella, di unirsi a noi nel chiedere alla Regione Calabria lo sblocco delle risorse 0-6”. Una richiesta motivata, spiegano i consiglieri, dal fatto che l’Ambito di Vibo Valentia ha rendicontato correttamente le annualità di propria competenza e che “le famiglie vibonesi non devono pagare il prezzo di problemi che non dipendono da loro”, trattandosi di un diritto la cui sostenibilità è “una responsabilità istituzionale condivisa”.
“Le dimissioni possono essere uno slogan. Risolvere i problemi è amministrare”, conclude la nota, che rivendica l’impegno dell’amministrazione nel completare le strutture, affrontare le criticità e costruire un modello di gestione sostenibile, “perché Vibo Valentia abbia una rete di servizi per la prima infanzia più ampia, moderna e accessibile. Alle famiglie non servono polemiche. Servono asili nido aperti, sicuri e realmente funzionanti”.




