La gara per l’affidamento del servizio dell’asilo nido di Viale Accademie Vibonesi è andata deserta. Una circostanza che, secondo il gruppo consiliare di opposizione Cuore Vibonese, rischia di produrre conseguenze pesanti per centinaia di famiglie della città, che potrebbero essere costrette a rivolgersi alle strutture private, con costi sensibilmente più elevati. Per i consiglieri Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria, quanto accaduto rappresenterebbe un fallimento dell’amministrazione guidata da Romeo. “Come gruppo consiliare di opposizione, riteniamo che quanto sta accadendo rappresenti un fallimento dell’amministrazione Romeo”.
Il rischio per i servizi comunali
Nel documento diffuso dal gruppo consiliare viene ricordato il ruolo ricoperto negli anni dall’asilo nido di Viale Accademie Vibonesi, indicato come una “vera e propria eccellenza della città e della provincia”, con un servizio definito “efficiente e credibile”, e con “centinaia di domande presentate ogni anno dalle famiglie vibonesi. Romeo e Soriano hanno distrutto quanto di buono era stato costruito in questi anni in termini di efficienza, organizzazione e credibilità”, affermano i rappresentanti di Cuore Vibonese. A preoccupare l’opposizione sono anche i numeri complessivi dell’offerta comunale. Nei quattro asili nido comunali della città sarebbero infatti disponibili 233 posti, considerati un patrimonio di servizi fondamentale per le famiglie e per l’intera comunità. “Eppure, quest’anno, Vibo Valentia rischia di essere una città senza neppure un asilo nido comunale attivo”.
I tre nuovi asili nido
Nel mirino del gruppo consiliare finiscono anche le strutture di più recente realizzazione. Secondo quanto evidenziato, oltre al “rischio di chiusura dello storico asilo nido di Viale Accademie Vibonesi”, potrebbero rimanere “inutilizzati anche i nuovi asili nido già pronti di Moderata Durant, Viale della Pace e Vibo Marina. Ci chiediamo come sia possibile che una città che ha bisogno di servizi per l’infanzia si ritrovi con strutture nuove già pronte ma inutilizzate e, contemporaneamente, con il rischio di non riuscire a garantire la continuità del servizio già esistente”.
Nel mirino anche le rette
Un ulteriore elemento di criticità è individuato dall’opposizione nell’importo della retta a carico delle famiglie. Nell’avviso pubblico andato deserto, a giudizio dei consiglieri, la quota sarebbe stata “portata fino a 380 euro al mese, rispetto ai circa 120 euro precedenti. Parliamo di un aumento enorme, che arriva a più che triplicare il costo sostenuto dalle famiglie”. Il gruppo consiliare pone quindi una serie di interrogativi sulla sostenibilità economica del servizio e sulla possibilità di accesso per tutte le famiglie. “Come si può pensare di rendere attrattivo un servizio per i gestori privati aumentando contemporaneamente in maniera così significativa il costo per le famiglie? E soprattutto, come si può pensare di garantire il diritto all’accesso ai servizi per l’infanzia a tutte quelle famiglie che non possono permettersi di sostenere una retta di 380 euro al mese?”.
“Un paradosso per la città”
Secondo Cuore Vibonese, la questione “riguarda direttamente le famiglie”. I consiglieri riconoscono che “anche il servizio comunale prevede una compartecipazione economica”, ma sottolineano come le rette degli asili nido comunali fossero comunque “sensibilmente più accessibili rispetto ai costi delle strutture private”. Portare la retta fino a 380 euro al mese significa aggravare ulteriormente il peso economico sulle famiglie, proprio mentre il servizio rischia di non essere nemmeno garantito”. Da qui la denuncia di quello che il gruppo definisce un “paradosso: 233 posti disponibili sulla carta, strutture nuove già pronte e, contemporaneamente, il rischio di non avere alcun asilo nido comunale funzionante”. “E così Vibo Valentia rischia di trovarsi davanti a un paradosso: 233 posti disponibili sulla carta, strutture nuove già pronte e, contemporaneamente, nessun asilo nido comunale funzionante per garantire concretamente il servizio alle famiglie”.
La richiesta di dimissioni
Per l’opposizione non si tratterebbe di una semplice questione tecnica o burocratica, ma di una vicenda sulla quale la politica dovrebbe assumersi precise responsabilità. “Per noi non si tratta di un semplice problema tecnico o burocratico. La politica deve rispondere alla città delle proprie azioni e delle proprie scelte”. Il gruppo consiliare ritiene quindi che, di fronte a quelli che definisce errori macroscopici nella gestione di un servizio fondamentale per le famiglie, sia necessario assumersi le responsabilità politiche.




