Controlli sul lavoro, 11 lavoratori in nero: sospese quattro attività nel Vibonese

Operazione dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e delle Stazioni territoriali tra Pizzo, Joppolo, Cessaniti e Vibo Marina. Ispezionate otto aziende: tutte hanno evidenziato irregolarità. Contestate sanzioni e ammende per circa 60 mila euro

Prosegue l’attività dell’Arma nel contrasto allo sfruttamento del lavoro e alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Una nuova operazione congiunta, condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia e dalle articolazioni territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha consentito di accertare numerose irregolarità in diversi settori economici, tra cui quello turistico-ricettivo, della ristorazione, del commercio e dell’agricoltura.

Le attività di controllo, svolte dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Vibo Valentia con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Pizzo, Joppolo, Cessaniti e Vibo Marina, hanno interessato prevalentemente la zona costiera della provincia.

Otto aziende controllate: tutte irregolari

Il bilancio complessivo è di 8 aziende ispezionate, tutte risultate non a norma. Su un totale di 19 posizioni lavorative esaminate, 15 sono risultate irregolari, di cui 11 completamente “in nero”, quindi prive di instaurazione del rapporto di lavoro e delle conseguenti tutele previste dalla normativa.

Oltre all’impiego di manodopera “in nero”, i Carabinieri del N.I.L. hanno riscontrato inadempienze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui l’inosservanza degli obblighi di sorveglianza sanitaria. Sono state inoltre accertate violazioni della normativa posta a tutela dei lavoratori connesse all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro in assenza delle previste autorizzazioni.

Violazioni sulla sicurezza

Gli accertamenti hanno determinato l’adozione del provvedimento di sospensione per lavoro nero nei confronti di 4 attività, nello specifico tre esercizi di ristorazione ed una struttura turistico-ricettiva. Le sanzioni amministrative e le ammende complessivamente contestate ammontano a circa 60.000 euro. Tra queste rientrano le sanzioni previste per l’impiego di lavoratori “in nero” e le somme aggiuntive connesse ai provvedimenti di sospensione adottati a seguito del superamento della soglia del 10% di lavoratori in nero prevista dalla normativa vigente.

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