Asilo nido, scontro sui fondi: Pitaro e Comito attaccano il Comune

Nel mirino le procedure di monitoraggio del Fondo Nazionale zero-sei e i ritardi nella trasmissione della documentazione dell'Ambito territoriale di Vibo. I rappresentanti politici ricostruiscono le competenze degli enti e annunciano due nuovi avvisi regionali per sostenere i servizi educativi da 0 a 3 anni

Sulla questione dell’asilo nido comunale di Vibo Valentia intervengono il consigliere regionale della Calabria di Noi Moderati Vito Pitaro e il segretario provinciale di Forza Italia Michele Comito. I due esponenti politici chiariscono la posizione e il ruolo della Regione Calabria nella gestione delle risorse destinate ai servizi educativi per la fascia zero-sei anni. “Senza voler polemizzare, con il solo intento di chiarire in modo puntuale la posizione e il ruolo della Regione, ci preme evidenziare che quest’ultima è preposta unicamente all’espletamento delle attività di programmazione e monitoraggio delle risorse afferenti al Fondo Nazionale zero-sei”.

Pitaro e Comito sottolineano quindi che le risorse del Fondo Nazionale non transitano attraverso il bilancio della Regione Calabria, né l’ente acquisisce contezza in ordine alle erogazioni perfezionate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in favore degli Ambiti Territoriali Sociali.

“Il richiamo del sindaco alla Regione sposta l’attenzione”

È proprio sul tema delle responsabilità che la nota assume un tono politico più marcato. Secondo Pitaro e Comito, il richiamo del sindaco di Vibo Valentia costituisce solo un tentativo di spostare l’attenzione dalle responsabilità che riguardano esclusivamente gli ambiti territoriali e non l’ente regionale. Gli esponenti politici entrano quindi nel dettaglio delle procedure relative al Fondo Nazionale zero-sei per ricostruire il percorso amministrativo e le criticità manifestatesi nel corso degli anni.

Il monitoraggio delle risorse 2019 e 2020

Le risorse assegnate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito del Fondo Nazionale zero-sei, erogate fino all’annualità 2022, sono state oggetto di monitoraggio in relazione agli anni 2019 e 2020. La Regione Calabria ha trasmesso ai competenti organi ministeriali gli atti necessari all’assolvimento dell’obbligo di monitoraggio, comprese le richieste di integrazione documentale progressivamente avanzate nel corso dei mesi. Il positivo recepimento di quanto trasmesso comporterà l’erogazione delle risorse programmate per le annualità 2023 e 2024.

I ritardi nella trasmissione dei dati

Pitaro e Comito spiegano inoltre che l’attività di monitoraggio presuppone la raccolta dei dati afferenti all’impegno e all’utilizzo delle somme assegnate ai singoli Ambiti Territoriali. Questo passaggio comporta la necessità di attendere la comunicazione di tali dati, spesso trasmessi con significativo ritardo nonostante i molteplici solleciti. Si rende infatti necessario acquisire i dati da tutti gli Ambiti Territoriali, atteso che gli organi ministeriali preposti non ammettono rilevazioni parziali; il rischio, in caso contrario, sarebbe la restituzione delle somme già erogate ma non utilizzate dagli Ambiti inadempienti.

Il caso dell’Ambito Territoriale di Vibo Valentia

Nella nota viene poi ricostruito in maniera puntuale il percorso seguito dall’Ambito Territoriale di Vibo Valentia. Con riferimento alle annualità 2019 e 2020, la Regione aveva richiesto la trasmissione delle schede di monitoraggio in data 11 ottobre 2023. L’ente ha fornito completo e definitivo riscontro il 24 febbraio 2025, mentre la trasmissione dell’ultima scheda di monitoraggio, necessaria per la completezza dello stesso, risale al 30 giugno 2026. È su questa sequenza temporale che Pitaro e Comito fondano la ricostruzione delle responsabilità amministrative, ribadendo che la Regione svolge un ruolo di programmazione e monitoraggio e non è direttamente titolare dell’erogazione delle risorse.

Il nodo delle rette dell’asilo nido

La nota affronta anche la questione dell’aumento della retta a carico delle famiglie. Pitaro e Comito contestano l’idea di un incremento “incongruo”, sostenendo che la rimodulazione delle tariffe si effettua sulla base dei costi reali di gestione. La partecipazione economica delle famiglie è obbligatoria e deve essere calcolata in relazione alla normativa nazionale e regionale vigente, dal 18% al 36%, tenuto conto del costo reale per posto e non in funzione del contributo variabile del bonus INPS.

La situazione finanziaria del Comune incide sulle tariffe

I rappresentanti politici evidenziano inoltre che i servizi educativi sono classificati come servizi a domanda individuale. La variazione della percentuale prevista dalla normativa è data dalla situazione finanziaria in cui versa l’ente locale (predissesto o dissesto). La rimodulazione delle tariffe viene quindi ricondotta alla condizione economico-finanziaria dell’ente locale e ai costi reali sostenuti per l’erogazione del servizio.

La gestione affidata a terzi

Un ulteriore elemento riguarda la scelta del Comune di affidare il servizio a un soggetto esterno. La diversa modalità di gestione individuata dall’ente locale, ovvero l’affidamento a terzi del servizio, avrebbe dovuto abbassare i costi di gestione. Il contratto di lavoro applicato nel settore pubblico al personale educativo – in caso di gestione diretta – non è infatti equiparabile ai contratti di natura privatistica applicati alla gestione indiretta, i cui costi sono nettamente inferiori.

Fondo zero-sei, non solo servizi pubblici

Pitaro e Comito chiariscono inoltre che il Fondo Nazionale zero-sei non è erogato per gestire esclusivamente i servizi “nido” a titolarità pubblica, ma è da destinarsi a tutti i servizi autorizzati e accreditati che erogano servizi educativi, ampliando così il quadro dei soggetti e delle prestazioni coinvolte. In conclusione, gli esponenti politici sottolineano che, pur non avendo alcun obbligo, la Regione Calabria ha avviato le attività preparatorie alla pubblicazione di due avvisi pubblici, consapevole della necessità di sostenere l’erogazione dei servizi educativi presenti sul territorio.

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