Un’escalation di episodi delittuosi, intimidazioni, aggressioni fisiche e vicende giudiziarie che nell’arco di soli due anni hanno investito a più riprese amministratori, dirigenti e dipendenti del Comune di Vibo Valentia. È questo il quadro delineato dall’avvocato Giuseppe Scianò, esponente del partito Futuro Nazionale ed ex amministratore cittadino, che attraverso una nota stampa ha rivolto una formale richiesta al prefetto di Vibo Valentia affinché valuti con estrema urgenza la sussistenza delle condizioni per l’insediamento della Commissione d’accesso agli atti a Palazzo Luigi Razza.
Il contesto: le dimissioni di Mennitti e gli episodi delittuosi
A riaccendere i riflettori sulle dinamiche interne all’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Romeo sono le recenti e improvvise dimissioni del capo di gabinetto, Mennitti, indotto al passo indietro perché iscritto nel registro degli indagati. Un fatto che, secondo Scianò, rappresenta solo “l’ultima della lunga serie di sconcertanti vicende” finite al vaglio della Procura della Repubblica.
Nella sua ricostruzione, l’esponente politico ripercorre la sequenza di eventi che ha segnato la vita amministrativa cittadina negli ultimi ventiquattro mesi. Tra gli attacchi rivolti ai dirigenti figurano l’incendio dell’autovettura della neo dirigente agli Affari Finanziari, dott.ssa Santoro, il duplice episodio ai danni dell’architetto Nocita (dirigente dell’Urbanistica) — prima vittima dell’incendio della propria auto nei pressi della stazione di Vibo-Pizzo e successivamente aggredito fisicamente nello stesso luogo — e il grave incidente stradale che ha visto coinvolta la dott.ssa Teti, per oltre vent’anni dirigente dell’Ente e da poco in pensione.
Per quanto riguarda le intimidazioni alla politica, si registrano il pestaggio subito dal coniuge dell’avv. Pugliese (all’epoca consigliera del PD poi passata a Casa Riformista), seguito a distanza di tempo dall’incendio della vettura della stessa consigliera, gli spari contro l’abitazione e l’auto del presidente del Consiglio comunale, geom. Iannello, sfiorato dall’agguato per pochi minuti, e le minacce scritte recapitate all’interno dell’ufficio dell’assessore agli Affari Generali e Personale, avv. Talarico. Un insieme di eventi che, sebbene potrebbero apparire slegati, per Scianò potrebbero configurare un contesto omogeneo “legato e collegato a vicende politiche e amministrative interne e riconducibili a Palazzo Luigi Razza, a pratiche, fascicoli e procedure di prerogativa del comune”.
Le ombre sul “Bando da 26mila euro” e il diniego d’accesso
A gravare sul clima amministrativo s’innesta anche la controversa vicenda della procedura concorsuale d’inizio consiliatura, nota alle cronache come il “bando da 26.000 euro per sessanta giorni di lavoro”. Una selezione dichiarata urgente ma conclusasi senza l’individuazione di alcun vincitore. Scianò richiama le contestazioni inerenti al rigetto delle istanze di accesso agli atti avanzate dal Movimento Politico Indipendenza e dall’unico partecipante giunto alla fase finale, l’ing. Grandinetti. I dinieghi sono stati opposti dal dottor Scuglia — nella triplice veste di segretario generale, presidente della Commissione esaminatrice e responsabile per la Trasparenza e l’Anticorruzione — nonostante le valutazioni favorevoli all’accesso espresse dal difensore civico regionale. Un dossier anch’esso approdato in sede penale e attualmente al vaglio del gip del Tribunale di Vibo Valentia.
L’appello alle istituzioni
Rilevando quella che definisce una “sudditanza, quantomeno psicologica” da parte dell’intero Consiglio comunale (comprese le forze di opposizione) per non aver preteso la visione della documentazione e sottolineando lo smarrimento della comunità locale, Scianò sollecita l’intervento dell’organo di governo.
“In tanti ormai si chiedono se la Prefettura continuerà a ritenere non indispensabile e urgente valutare e insediare la Commissione di accesso agli atti – conclude l’esponente di Futuro Nazionale –. Manifesto la mia personale e pubblica richiesta di cittadino, ex amministratore ed esponente politico affinché il Prefetto valuti con l’urgenza del caso la nomina della Commissione d’accesso al Comune di Vibo Valentia”.



