Il Comune di Pizzo torna sulla vicenda del campo sportivo comunale “V. Tucci” e lo fa con una presa di posizione che non lascia molto spazio alle interpretazioni. Dopo l’ennesima comunicazione della ASD Città di Pizzo, l’amministrazione guidata dal sindaco Sergio Pititto ribadisce che l’impianto è e resta un bene pubblico e che, proprio per questo, non può essere gestito sulla base di richieste unilaterali o di diffide.
Il punto di partenza indicato dal Comune è la convenzione sottoscritta il 24 gennaio 2024 con la ASD Pizzo, che viene definita tuttora vigente. “Fino a quando quel rapporto non sarà cessato o modificato nelle forme di legge – sostiene l’amministrazione – il Comune ha il dovere di rispettarlo e di garantire che ogni altro utilizzo avvenga in modo formalizzato, coordinato e compatibile con la concessione”.
Il Comune: nessun divieto alla ASD Città di Pizzo
Palazzo San Giorgio respinge quindi la ricostruzione secondo cui sarebbe stato impedito alla ASD Città di Pizzo di utilizzare il “Tucci”. Secondo l’amministrazione, la richiesta rivolta alla società non era quella di rinunciare all’utilizzo dell’impianto, ma di procedere attraverso una programmazione preventiva, stabilendo “tempi, spazi e responsabilità”. Ed è proprio su questo punto che arriva una delle precisazioni più nette. Per il Comune, una proposta economica non può trasformarsi automaticamente in un diritto di accesso. “Una semplice richiesta con una proposta di 8.000 euro non genera automaticamente un diritto di accesso”, afferma l’amministrazione.
Il riferimento è anche al nuovo tariffario. Il Comune chiarisce che la delibera di Giunta numero 142 del 31 agosto 2026 non avrebbe attribuito nuovi diritti di utilizzo dell’impianto, ma avrebbe approvato soltanto “la bozza del nuovo Regolamento e del tariffario”, dando avvio al relativo iter. Da qui un’altra puntualizzazione: “Un tariffario non è un titolo di accesso”.
I 900 mila euro investiti e la nuova gara
Nella replica dell’amministrazione entra anche il tema delle risorse pubbliche. Il Comune ricorda di avere investito circa 900 mila euro per la ristrutturazione del “V. Tucci”. Una cifra che, secondo Palazzo San Giorgio, impone di considerare l’impianto per quello che è: un patrimonio dell’intera comunità e non uno spazio riconducibile agli interessi di una singola associazione. Ed è proprio in questa prospettiva che viene richiamata ancora la delibera 142. Con lo stesso provvedimento, spiega il Comune, è stato dato indirizzo per avviare una nuova procedura a evidenza pubblica per l’affidamento della gestione dell’impianto.
La linea dell’amministrazione viene sintetizzata senza mezzi termini: “Non proroghe indefinite, non rapporti privilegiati, non un sistema dove pochi decidono chi entra”. Al loro posto, una gara pubblica “trasparente e aperta, con regole chiare e uguali per tutti”.
“A Pizzo non ci sono associazioni di serie A o di serie B”
È questo, probabilmente, il passaggio politico più significativo della replica. Il Comune sostiene di non voler privilegiare nessuna realtà sportiva e rivendica un principio di parità tra le associazioni. “A Pizzo non ci sono associazioni di serie A o di serie B”, afferma l’amministrazione. “Tutte hanno pari dignità, pari opportunità e devono rispettare le stesse regole”.
Una posizione che il sindaco Sergio Pititto e la sua amministrazione intendono utilizzare anche per respingere l’idea che la difesa delle procedure equivalga a un ostacolo all’attività sportiva. “Difendere le regole non è inerzia e non significa impedire lo sport”, sostiene il Comune, perché l’obiettivo sarebbe evitare che “un bene pubblico diventi terreno di discrezionalità privata”.
Le polemiche non si placano
La vicenda, dunque, non viene considerata chiusa dalle polemiche delle ultime settimane. Il Comune dice di essere disponibile al confronto con tutte le società e associazioni interessate, ma mette un limite preciso: “Senza derogare alle regole”. La conclusione della nota dell’amministrazione torna così sul significato pubblico del “V. Tucci”: l’impianto deve tornare a essere “patrimonio della città, al servizio dello sport e della comunità”. E la frase finale assume il valore di una vera e propria linea politica sulla gestione dell’impianto: “Le regole non sono un ostacolo allo sport. Sono la garanzia che lo sport sia davvero di tutti”.



