Delocalizzazione e depositi costieri. Sono paroline magiche che tutti pronunciano in questi mesi, quasi un gioco. Di fatti, ovviamente, ancora nulla. Ora è la volta di Eni. Lo stabilimento di viale delle Industrie a Vibo Marina che insiste su un’area di sua proprietà e non su area demaniale come Meridionale Petroli, ma non per questo può godere di alcuno sconto sul piano del nuovo orientamento del consiglio comunale. La questione è stata sollevata ieri mattina in aula, nel corso del question time, dal gruppo “Cuore vibonese – Una città libera” con un’interrogazione illustrata dal consigliere Danilo Tucci. Al centro della richiesta, gli impegni assunti dall’amministrazione dopo il deliberato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale oltre un anno e mezzo fa.
Il confronto con Eni
Tucci ha chiesto di sapere quali atti, incontri e interlocuzioni ufficiali siano stati avviati per dare seguito a quella decisione, sottolineando come la questione dei depositi Eni, collocati a ridosso delle abitazioni di Viale delle Industrie, non possa essere oscurata dal più recente dibattito sulla Meridionale Petroli. La risposta del sindaco Enzo Romeo ha portato un primo elemento concreto. Il primo cittadino ha riferito di interlocuzioni avviate già nel novembre dello scorso anno e successivamente a giugno, con l’obiettivo di coinvolgere i livelli regionali e nazionali dell’azienda. Ora, ha annunciato Romeo, è stato fissato un incontro per il 15 ottobre con Alessandro Cao, responsabile Eni dell’area Sud e Isole.
I rilevatori Arpacal
Nel corso della risposta, Romeo ha richiamato anche la questione delle emissioni e degli odori segnalati nell’area. Il sindaco ha spiegato di aver chiesto più volte ad Arpacal l’installazione di rilevatori, poi collocati nella zona, ma ha evidenziato di non aver ancora ricevuto una relazione sui risultati delle rilevazioni relative ai gas. Romeo ha quindi assicurato che riferirà al Consiglio comunale sull’esito dell’incontro con Eni del 15 ottobre, riportando all’aula gli elementi che emergeranno dal confronto.
Ora servono fatti
Tucci, nella replica, ha riconosciuto l’importanza dell’appuntamento ma ha chiesto all’amministrazione di mantenere una posizione ferma sulla delocalizzazione. “Sulla questione Eni abbiamo iniziato oggi, dopo un anno e mezzo, ad appurare qualcosa”, ha sottolineato il consigliere, annunciando che il gruppo continuerà a seguire la vicenda. Il consigliere ha inoltre rivendicato l’iniziativa consiliare che aveva portato all’inserimento della delocalizzazione dei depositi Eni nel documento approvato all’unanimità, precisando che non si tratta di una questione di primogenitura politica, ma della necessità di riconoscere il percorso istituzionale compiuto dal Consiglio.
Vibo Marina attende una risposta
Il punto politico-amministrativo emerso dal question time è ora quello degli impegni concreti. Dopo il confronto con Eni del 15 ottobre, l’amministrazione dovrà verificare quali margini esistano realmente per avviare un percorso di delocalizzazione dei depositi e con quali tempi. Per Vibo Marina si tratta di una partita che riguarda direttamente la presenza degli impianti in un’area densamente abitata e il futuro urbanistico e produttivo del quartiere. E proprio per questo, dopo le interlocuzioni annunciate dal sindaco, il passaggio successivo dovrà essere verificabile attraverso atti, tempi e risultati.



