Occhiuto alza la posta: “Forza Italia oltre il 10%”. Sfida al campo largo e muro su Futuro Nazionale

Il presidente della Regione intervistato dalla Gazzetta del Sud rilancia l’ambizione di Forza Italia, chiede più spazio per l’area liberale e riformista e chiude a ogni ingresso di Futuro Nazionale nella maggioranza calabrese. Vuole completare la legislatura e punta a incidere negli equilibri del centrodestra

Roberto Occhiuto torna a giocare una partita che va oltre i confini della Calabria. Il presidente della Regione e vicesegretario nazionale di Forza Italia rivendica un ruolo più incisivo nel dibattito politico nazionale, indicando nell’allargamento dell’area liberale e riformista la strada per rafforzare il partito e intercettare nuovi consensi. Nell’intervista apparsa sulla Gazzetta del Sud, stamane in edicola, rilasciata ad Antonio Ricchio, il governatore affronta i rapporti con Antonio Tajani, il futuro della coalizione di centrodestra, le prossime elezioni politiche e gli equilibri della maggioranza regionale.

Il messaggio è chiaro: Forza Italia deve tornare a essere una forza capace di attrarre soprattutto i giovani, recuperando quella spinta innovativa che, secondo Occhiuto, ha caratterizzato la nascita del movimento fondato da Silvio Berlusconi. L’obiettivo dichiarato è superare il 10% alle prossime Politiche, senza porre limiti alle ambizioni del partito.

La sfida liberale dentro il centrodestra

Occhiuto riconosce a Giorgia Meloni il merito di aver trasformato la destra italiana in una forza di governo e di aver assunto un ruolo di primo piano in Europa. Ma ritiene che questo non esaurisca il compito degli alleati. A Forza Italia spetterebbe il compito di consolidare uno spazio politico più liberale, europeista e atlantista, affrontando con maggiore apertura temi economici e diritti civili.

Il ragionamento si sviluppa anche in relazione al campo largo, nel quale il presidente individua una progressiva marginalizzazione delle componenti riformiste. Richiamando le stagioni politiche di Prodi, Letta, Renzi e Gentiloni, contrapposte all’attuale centralità di Schlein e Conte, il presidente della Regione sostiene che esista un elettorato moderato in cerca di una proposta alternativa. È su questo terreno che Forza Italia, a suo giudizio, dovrebbe misurarsi, anche per riconquistare l’attenzione delle nuove generazioni.

Diritti civili e rapporti con Tajani

La prospettiva liberale si traduce in posizioni precise sul fine vita e sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali. Occhiuto chiede una legge nazionale sul fine vita, per evitare una disciplina differenziata tra le Regioni, e invita il centrodestra ad affrontare i diritti civili senza timidezze. Sulle adozioni, pone al centro la tutela dei minori e la necessità di non ignorare le realtà familiari già esistenti.

Quanto ai rapporti con Tajani, il governatore li definisce sereni e riconosce al segretario nazionale il merito di aver mantenuto in vita Forza Italia in una fase difficile. Le sue prese di posizione, precisa, non intendono essere attacchi alla leadership, ma stimoli a rinnovare il partito. Esclude inoltre di muoversi sotto la dettatura della famiglia Berlusconi e respinge l’ipotesi che il suo attivismo nazionale sia legato alla compilazione delle liste elettorali: in Calabria, afferma, non ci saranno imposizioni sulle candidature, né nei suoi confronti né su quelle del segretario regionale Francesco Cannizzaro.

“Voglio concludere la legislatura”

Sul proprio futuro istituzionale, Occhiuto non lascia spazio a interpretazioni: intende restare alla guida della Regione fino alla scadenza del mandato, per completare il lavoro avviato. La dimensione nazionale della sua attività politica, sostiene, può rappresentare un vantaggio per la Calabria, a condizione che contribuisca a dare maggiore autorevolezza alla Regione nei rapporti con Roma e Milano. Non considera invece all’ordine del giorno una sua eventuale candidatura alla segreteria nazionale di Forza Italia, in assenza di congressi imminenti.

Sul fronte degli equilibri interni alla maggioranza, il presidente ridimensiona il peso delle nomine e degli incarichi, dopo le vicende legate alle modifiche statutarie che avrebbero reintrodotto i sottosegretari e ampliato la Giunta a nove assessori. Lega e Noi Moderati, rimasti senza i riconoscimenti attesi, vengono ricondotti da Occhiuto al progetto politico condiviso e ai risultati elettorali ottenuti in Calabria.

Futuro Nazionale, nessuna apertura

È però sulla tenuta della maggioranza in Consiglio regionale che emerge uno dei passaggi più rilevanti dell’intervista alla Gazzetta del Sud. Occhiuto esclude categoricamente un ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di governo, anche qualora il consigliere Domenico Giannetta dovesse sostenere alcuni provvedimenti. Per impedire che il sostegno del movimento diventi determinante, il governatore sta valutando una strada istituzionalmente impegnativa: porre la questione di fiducia sulla riforma del trasporto pubblico locale e non partecipare personalmente al voto, così da raggiungere la soglia dei 21 consensi prevista per la procedura statutaria senza dover contare sul voto del consigliere di Futuro Nazionale.

La linea è dunque duplice: sul piano nazionale, Occhiuto punta a ridefinire il profilo politico di Forza Italia e ad ampliare il consenso nell’area moderata e riformista; sul piano regionale, vuole mantenere saldi i confini della maggioranza ed evitare che nuovi equilibri in Aula si traducano in un allargamento della coalizione.

L’intervista restituisce così l’immagine di un presidente che intende affiancare alla guida della Calabria un ruolo politico nazionale sempre più visibile, senza rinunciare alla scadenza del mandato regionale. Resta da verificare quanto questa strategia riuscirà a tradursi in risultati concreti, tanto nella crescita di Forza Italia quanto nella gestione degli equilibri politici calabresi.

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